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Malgioglio: “Milano triste, un cartello mi ha fatto stare male. E gli assembramenti per Silvia Romano…”

Cristiano Malgioglio su Milano, le sue impressioni ai microfoni di Adnkronos

Malgioglio: “Milano triste, un cartello mi ha fatto stare male. E gli assembramenti per Silvia Romano…”. Il paroliere racconta le sue impressioni sulla Città post Coronavirus ai microfoni di Adnkronos.

Isolamento assoluto in quarantena. ”Sono uscito ieri dopo quasi tre mesi di quarantena totale dove sono stato chiuso in casa da solo senza mai fare entrare nessuno, anche la spesa me la faceva fare da un mio amico che me la lasciava dietro la porta di casa. E’ stata durissima non lo nego, era un tormento aprire le finestre e non poter uscire, mi sono dovuto persino rivolgere ad un neurologo per farmi coraggio, non lo nascondo”.

La prima uscita ‘blindata’. “Mi sono messo un cappello per non farmi riconoscere, la gente mi salutava da lontano, a portata di mano avevo un ombrello per scanzare chiunque si avvicinasse a me -scherza- e indossavo due mascherine ffp2 una visiera in plexiglass e ben due paia di guanti neri. Con me avevo un disinfettante alcolico e indossavo la mia solita gonna. Non ho appoggiato la borsa da nessuna parte e non ho toccato niente”.

“Non dico che dobbiate vestirvi come me ma se tutti si proteggessero come faccio io invece di tenere la mascherina sul mento oggi i contagi si sarebbero azzerati. Per me a chi non porta la mascherina bisognerebbe fare una multa di almeno mille euro!”, dice irritato.

La prima passeggiata post-quarantena. “All’inizio ho preso le vie secondarie ma appena sono arrivato a Corso Buenos Aires mi si è rotto il cuore! Sembrava di vedere Milano dopo un bombardamento! Tutte le saracinesche erano abbassate, molti negozi dove spesso andavo avevano un cartello sulla porta con su scritto ‘affittasi’ o ‘vendesi’ e a quel punto ho avuto un vero e proprio attacco di panico e mi sono dovuto fermare per riprendere fiato”.

Malgioglio lancia un appello ai milanesi

Dispiaciuto per Milano. “Vedere la mia città ridotta così mi ha messo molta rabbia addosso lo Stato deve aiutare la gente, capisco l’emergenza gravissima ma bisogna riaprire tutto, naturalmente con tutte le dovute precauzioni. Secondo me la Lombardia deve ripartire, ma con molta cautela visto che ancora i contagi sono alti. Per questo mi sono vestito così, per far capire a tutti che se non ci si protegge si rischia di infettare i propri genitori che rischiano di non poter lavorare o addirittura i propri nonni. Se facciamo qualche sacrificio in più possiamo farcela anche noi”.

Sul tema sicurezza ai tempi del Coronavirus Malgioglio dice di essere molto arrabbiato per ”quello che è successo sotto casa della ragazza rapita in Kenya e poi liberata (Silvia Romano, ndr) è un fatto gravissimo. “Prima parlano degli assembramenti ai Navigli e poi i fotografi e i giornalisti si accalcano per scattarle una foto. Non potevano farla da lontano? Manco fosse arrivata Lady D.!”.

E ancora: “Così non ne usciremo mai. Sono molto contento che questa ragazza sia tornata sana e salva a casa sua, ora ha bisogno solo di serenità sono rimasto molto male a leggere i terribili commenti contro di lei dai soliti ‘leoni da tastiera’. Ho letto che vorrebbe ritornare in Kenya ma se vuole tornare in africa perché non è rimasta in Africa?”, conclude Malgioglio ai microfoni di Adnkronos.

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