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Spettacolo

Eros Ramazzotti: “Musica italiana? Un aspetto mi spaventa. Da piccolo avevo una scimmia e 40 cani…”

Eros Ramazzotti sulla musica italiana e non solo, l’intervento a ‘I Lunatici’ su Rai Radio2

Eros Ramazzotti: “Musica italiana? Un aspetto mi spaventa. Da piccolo avevo una scimmia e 40 cani…”. Il cantante è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format I Lunatici, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dal lunedì al venerdì notte dalla mezzanotte e trenta alle sel del mattino.

L’operazione alla spalla. “Che Estate è stata per me? Una con operazione alla spalla e fisioterapia dopo la caduta, quando mi sono fatto male alla spalla destra ed ho dovuto operarla. Sono ancora lì a lavorare per rimetterla a posto. Poi l’esibizione all’Arena di Verona, ho giocato anche a pallone, ma l’ho fatto per aiutare il settore della musica, l’ho fatto a fin di bene. Cosa preferisco tra Estate e Autunno? Dipende, non amo il caldo, a meno che uno non sia al mare. Io poi sono un tipo un po’ solitario, adoro il camino, cose così”.

Sui lavoratori del mondo della musica. “Il problema è generale: dietro alla musica, al teatro, al cinema, c’è gente che lavora, che ha famiglia, tutto quello che facciamo è per loro. Noi artisti in qualche modo ce la caviamo, ma chi sta dietro deve lavorare, guadagnare e mandare avanti una famiglia. E’ importante dare una mano a chi è più in difficoltà”.

Sul lockdown. “Non tutti ne sono usciti migliori. Purtroppo l’essere umano è abituato a certi ritmi, a certi standard, difficilmente lo stacchi da certe abitudini. Quello di cui sono preoccupato è il non rispetto per la natura e per il prossimo. C’è molta cattiveria in giro, probabilmente dovuta anche a tutti questi mesi di stop. Bisognerebbe essere uniti sempre, tutti i giorni, non solo quando si è costretti ad essere chiusi in casa. Se il lockdown ha fatto da detonatore all’aggressività che si vede in giro? Un po’ sì, guarda morte di Willy. Non posso pensare ci sia gente così in giro. Però purtroppo c’è, esiste, è sempre esistita e questa situazione l’ha amplificata”.

Eros Ramazzotti: “Musica italiana? Oggi un disco in 3 giorni ma brani mai eterni”

Sul ritorno a scuola dei bambini. “Dipende da come hanno vissuto il lockdown e da come sono stati coccolati dai genitori. Ci son caratteri e caratteri, i bambini son tutti diversi, i miei fortunatamente son molto sereni. I miei figli son giorni che giocano con gli amici, si divertono, non credo abbiano sofferto più di tanto questa situazione. Spero che la scuola riprenda, non si può tenerli a casa”.

Sulla musica italiana. “Una canzone non mia che mi sarebbe piaciuto scrivere? Ce ne sono a valanghe, io ho la musica nel sangue.  De Andrè, Guccini, passando per tutti i grandi cantautori, io canterei tutto. Da Vasco a Cremonini, ai grandi che hanno fatto la storia della musica italiana. Da piccolo ascoltavo di tutto, dai Genesis a Gianni Morandi, a tutti i cantautori. Ero e sono ancora un fruitore di musica tutti i giorni, non si finisce mai di imparare, per scrivere delle belle canzoni bisogna ascoltare anche gli altri”.

Sullo stato dell’industria musicale nostrana. “Come sta la musica italiana oggi? Penso che si sia appiattito un po’ tutto, il mondo, non solo quello della musica. Sono un ragazzo degli anni ’60, adoro e ascolto musica di quegli anni, musica anche particolare. Non sentire più quei suoni, non sentire più il basso, la batteria, mi fa un po’ paura”.

Sui brani attuali. “Si è appiattito un po’ tutto, ora si fanno dischi in tre giorni, con il computer. I testi, la musica, certi generi che ormai hanno preso piede, sono tormentoni, ma non credo siano cose che tra vent’anni si possano cantare o riascoltare. La musica pop a differenza di quello che può pensare la gente non è facile da fare. Oggi di pop ce n’è poco. C’è Cremonini, c’è Ultimo, c’è Coez, ci sono questi cantautori nuovi, ma il pop è stato scalzato da altri generi che non rimarranno secondo me”.

Eros Ramazzotti: “Musica italiana appiattita”

La passione per gli animali. “Ho sempre avuto questa passione. Da piccolo avevo quaranta cani, di ogni razza. E persino una scimmia, si chiamava Cita, non era molto originale il nome. Questa scimmia faceva dei numeri pazzeschi, ogni tanto scappava e tutto il quartiere le correva dietro. Delle scene incredibili. Ce l’avevo quando vivevo a Roma, a Cinecittà. Avevo due balconi piccoli, su uno c’era la scimmia. La mia famiglia era famosa per essere amante degli animali”.

Sulla Juventus, la sua squadra del cuore. “Pirlo è stato uno dei più grandi centrocampisti del mondo. Non ha esperienza ma porta aria nuova a un ambiente che si era un po’ adagiato. Bisognerebbe cambiare un po’ di giocatori, ma è difficili. Vedo molto forti anche Inter, Napoli, Lazio, Roma e Milan”.

Sul campionato italiano. “Adoro guardare l’Atalanta, la Dea per me è una squadra meravigliosa e considero Gasperini un genio. Mi fanno impazzire i suoi ragazzi che corrono per novanta minuti. Tornando alla Juve, quando ho letto di Pirlo all’inizio sono rimasto perplesso. Ci aspettavamo un nome forte, uno alla Guardiola, uno come Zidane. Poi però ci ho pensato, se lui è convinto vuol dire che è sicuro di quello che fa. Pirlo è una persona intelligente, ho fiducia di vedere buon gioco, che è la cosa che mi piace di più”.

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