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Diventa transgender a 8 anni: “Non sono più Baptiste, sono Lilie”. La scuola cambia il nome

Diventa transgender a 8 anni e da Baptiste il suo nome cambia in Liliw, con la scuola che acconsente cambiando il nome

Diventa transgender a 8 anni: “Non sono più Baptiste, sono Lilie”. La scuola cambia il nome. Era depresso, sperava di morire e i genitori non riuscivano a capire di cosa soffrisse uno dei loro figli. Poi un giorno il coming out: il ragazzino ammette che il suo disagio è legato al fatto di sentirsi bambina prigioniera nel corpo di un bambino.

Così Baptiste, 8 anni, oggi si chiama Lilie. La piccola transgender, che vive ad Aubignan, nel Sud della Francia, insieme alla sua famiglia che la sostiene, sta combattendo la sua battaglia. Ed è già arrivato un successo. Si, perché adesso anche la scuola, dove frequenta la terza elementare, ha riconosciuto a Lille il diritto di cambiare nome.

Il padre di Lilie ha raccontato la storia ai microfoni de ‘La Stampa’. “L’amministrazione scolastica inizialmente non ne era convinta. Si chiedevano se Lilie fosse cosciente di tutto questo o se, invece, non fosse stata convinta da noi e fosse suggestionata”. Uno psicologo ha seguito la bambina per alcuni giorni in aula e alla fine l’ufficio scolastico regionale ha accettato.

Diventa transgender a 8 anni: la storia dalla Francia

Lili ha deciso di far crescere i boccoli biondi e di farsi il buco ai lobi, la depressione è passata e sta bene. A chi si chiede se sia troppo presto per avere una coscienza sessuale, il padre risponde: “Anche noi ci siamo fatti tante domande e siamo andati a consultare delle associazioni Lgbt qui in zona. Ci hanno spiegato che a quell’età la coscienza esiste eccome da quel punto di vista. E poi io mi sono detto: a 8 anni lo sapevo benissimo che ero un maschio”.

In famiglia – composta da mamma, papà e altri due bambini (il gemello di Lilie e una sorellina più grande) – la novità è stata accolta con naturalezza, così come nel paesino in cui abita la piccola. All’anagrafe, però, si sono rifiutati di cambiare il nome. “Dicono che è troppo presto e che bisogna aspettare. Noi lotteremo”, conclude il padre.

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