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Banchi monoposto non arrivano, a Napoli e Catanzaro scuole segano i vecchi e aprono

Banchi monoposto non arrivano, a Catanzaro e Napoli due scuole segano i vecchi e risolvono

Banchi monoposto non arrivano, a Napoli e Catanzaro scuole segano i vecchi e apronoÈ successo alla fine che qualche scuola è rimasta senza banchi a poche ore dall’inizio dell’anno scolastico. E come spesso accade in Italia, a pagare è sempre il Sud. Si, perché se il Cristo di Carlo Levi si è fermato ad Eboli, l’Italia è si riuscita a scendere un po’ più giù, ma non abbastanza per concedere gli stessi diritti agli studenti calabresi.

Così accade che a Sellia Marina, un piccolo centro della provincia di Catanzaro, l’amministrazione comunale non si perde d’animo e provvede a mettere in condizioni ideali le scuole del territorio. E senza spendere un euro. Questo perché gli oltre 200 banchi a due posti, vietati dalle norme anti-Covid, sono stati segati e divisi in due. E il piede mancante è stato sostituito con una spalletta di legno.

Come si apprende dai colleghi della stampa locale, ciò è stato permesso da un duro lavoro effettuato grazie ad una sinergia tra istituzioni e personale del posto (a cui vanno i nostri più sentiti applausi). L’apertura della scuola è slittata dal 24 al 28 settembre, proprio per completare questi interventi di emergenza, ma lunedì gli studenti di questo centro potranno esercitare il loro diritto all’istruzione, altrimenti dimenticato dalle istituzioni.

Banchi monoposto non arrivano: la soluzione geniale a Catanzaro e Napoli

Anche l’istituto “Casanova” di Napoli è stato costretto a fare di necessità virtù. E così, personale, fabbro e alunni si sono messi al lavoro per fare in modo di aprire le aule nei tempi previsti. Lo racconta la preside Mira Masillo.

In tutta la scuola, con i suoi 1350 iscritti, avevo solo 50 banchi monoposto. Dunque ne ho chiesti 600 al commissario Arcuri. Ma sarebbero comunque pochi. E allora, anche perché non è giusto mandare al macero materiali ancora in buone condizioni, ci siamo detti: seghiamo i banchi e trasformiamoli. Un fabbro, per soli 11 euro a banco, ha ridotto e adattato la parte in ferro. I nostri ragazzi ( si alternano in 4 ogni giorno nel laboratorio) hanno segato la parte in legno, il banco e il sottobanco, l’hanno piallata e rifinita. Ed ecco i banchi a norma, adatti al distanziamento imposto dal Covid”.

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