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De Magistris: “Scuole chiuse fino a Natale: ecco perché De Luca non riaprirà”

De Magistris sulle scuole chiuse: l’intervento a Radio24

De Magistris: “Scuole chiuse fino a Natale: ecco perché De Luca non riaprirà”. Il sindaco di Napoli attacca l’ordinanza di De Luca che ha chiuso le scuole in Campania fino al 30 ottobre nel suo intervento ai microfoni di Radio24.

“Il tema non è il trasporto o la scuola, ma è la sanità pubblica. Però ce la si prende con la scuola: De Luca ha chiuso fino al 30 ottobre ma non riaprirà, si arriverà a Natale. Che dubbio c’è, con questi numeri e con l’incapacità di tenerli sotto controllo. Siamo all’inizio di un’escalation che porterà al lockdown, magari non quello di massa come il primo ma a quello stiamo arrivando”.

“Io la vedo come una bandiera bianca, un po’ come una confessione dell’incapacità di rafforzare la rete sanitaria pubblica territoriale. De Luca dovrebbe invece commentare cosa non è stato fatto in questi mesi per evitare un provvedimento come questo, in poche ore, senza consultare nessuno, mettendo in ginocchio una comunità scolastica, una città. Soprattutto bisognerebbe spiegare perché non si è messa in campo una serie di provvedimenti che avrebbero potuto evitare tranquillamente una decisione come questa”.

De Magistris: “Scuole chiuse? De Luca non riaprirà fino a Natale”

“In Campania non abbiamo più una rete territoriale in grado di monitorare i positivi e i contatti diretti. La situazione è fuori controllo, l’assistenza domiciliare è inesistente. Chiunque comincia ad avere dei sintomi, anche non particolarmente gravi, va a pressare sugli ospedali. Abbiamo speso tantissimo come Regione Campania e facciamo il minor numero di tamponi. Non c’è controllo ma un’autogestione della pandemia. Abbiamo 110 posti di terapia intensiva per il Covid su 6 milioni e mezzo di abitanti. E’ chiaro che è una bandiera bianca, una sorta di confessione. Tutto quello che in questi mesi si doveva fare ed era prevedibile non è stato fatto”.

Infine, chiosa: “siamo completamente fuori da qualsiasi concertazione. Il presidente non consulta il sindaco, non consulta il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, non consulta i dirigenti scolastici, non consulta gli operatori economici. Ancora più grave noi non facciamo parte dell’Unità di crisi regionale. Io rappresento 3 milioni e mezzo di abitanti, il 53% della popolazione campana, e siamo fuori dall’Unità di crisi. E’ una cosa che, quando la racconto a dei miei colleghi di altre parti, non sembra vera. Non abbiamo nemmeno i dati aggiornati, non abbiamo i dati puntuali, dettagliati, Municipalità per Municipalità, focolaio per focolaio, cluster per cluster. noi dobbiamo collaborare tutti insieme. come ha detto giustamente il ministro, per difendere l’articolo 32 della Costituzione. La Repubblica dev’essere unita, ma se non si collabora come possiamo arginare una situazione come questa?”.

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