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Cronaca

Guerriglia a Torino e Milano: negozi distrutti e saccheggiati. Ma non era la camorra?

Guerriglia a Torino, Milano con negozi distrutti e saccheggiati: ferito un poliziotto

Guerriglia a Torino e Milano: negozi distrutti e saccheggiati. Ma non era la camorra? L’Italia intera vive giorni di proteste e manifestazioni dopo l’ultimo Dpcm che, tra le altre cose, prevede la chiusura dei locali dopo alle 18 e lo stop a palestre e attività sportive. I tassisti a Torino hanno occupato piazza Castello, a Cremona i ristoratori hanno battuto le pentole davanti alla prefettura e poi le hanno lasciate a terra come in un cimitero di stoviglie.

Anche a Catania c’è stata una protesta durante la quale si sono registrati disordini. A Treviso in mille hanno sfilato in corteo, mentre a Viareggio i giovani hanno bloccato il traffico e lanciato fumogeni e petardi. In piazza anche a Genova tra ristoratori, lavoratori dello spettacolo e no mask.

Ma è a Milano e Torino che le manifestazioni sono sfociate in violenza. Le forze dell’ordine hanno lanciato i lacrimogeni contro i manifestanti che stavano a loro volta lanciando pietre e bottiglie davanti alla sede milanese della Regione Lombardia, in via Melchiorre Gioia. Lacrimogeni anche contro i partecipanti di un corteo non autorizzato e violento partito da corso Buenos Aires, la via più commerciale del capoluogo meneghino.

Sempre a Milano un poliziotto è stato colpito da un oggetto, forse una bottiglia, ed è stato soccorso per essere medicato. Per ora due persone sono state fermate, erano non lontane dalla stazione Centrale. I manifestanti si sono sparpagliati nelle vie limitrofe a Corso Buenos Aires.

Guerriglia a Torino e Milano: negozi distrutti e saccheggiati

Nel capoluogo piemontese a finire nel mirino dei violenti, anche i negozi della centralissima via Roma, devastati dai manifestanti nel corso degli episodi di guerriglia con le forze dell’ordine. In un caso, un gruppo, dopo aver sfondato la vetrata d’ingresso, si è introdotto all’interno e si è dato al saccheggio. Sale, intanto, il bilancio dei fermati: sono dieci secondo la Questura.

E pensare che solo qualche giorno fa, in particolare lo scorso venerdì 23 ottobre, la (dis)informazione additava la camorra come colpevole degli episodi accaduti a Napoli. Una disamina fatta con pressapochismo e luoghi comuni, senza nessuna verifica dei fatti, riportando agli italiani una realtà nemmeno vicina a quanto sta accadendo in questi giorni.

Alla luce delle continue manifestazioni che ogni giorno si registrano in tutte le grandi città d’Europa, condite, purtroppo, da gravi episodi di violenza, ci auguriamo di leggere nelle prossime settimane nient’altro che la semplice narrazione dei fatti. Abbiamo appurato in questi giorni che in quanto a ipotesi e teorie, molti organi di informazione non ne azzeccano una nemmeno a pagarla.

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