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Salute

Contagi Covid in calo, spunta la data del picco: la proiezione

Contagi Covid in calo, le proiezioni collocano la data del picco già a novembre

Contagi Covid in calo, spunta la data del picco: la proiezione. Ve ne avevamo già parlato qualche settimana fa in questo articolo, ma adesso la luce in fondo al tunnel si comincia davvero ad intravedere, anche se è ancora molto, molto, lontana. Roberto Battiston, fisico dell’Università di Trento ed ex presidente dell’Agenzia spaziale italiana, lo conferma ai microfoni de ‘La Repubblica’.

“L’epidemia sta rallentando e una proiezione basata sui dati attuali colloca il picco al 27 novembre”, ha detto il fisico che fin dall’inizio segue l’evoluzione dell’emergenza Covid. Battiston, come tanti suoi colleghi, applica alla propagazione del virus tecniche matematiche messe a punto per studiare i buchi neri o le particelle elementari.

La teoria conferma quindi lo studio precedente realizzato all’Università La Sapienza di Roma. Nonostante i numeri giornalieri raccontano di una costante crescita, in realtà la percentuale di positivi, per la prima volta da quando è iniziata la seconda ondata, è diminuita per 4 giorni consecutivi. Inoltre, nelle ultime 3 settimane, la progressione dell’epidemia ha subito un leggero rallentamento.

Si, perché i 31.758 casi del 31 ottobre, per esempio, non sono il doppio dei 19.143 di sette giorni prima, ma sono più vicini al doppio dei 16.079 casi registrati nove giorni prima. E nelle ultime settimane il dato è anche cresciuto. In sostanza, se fino a fine settembre il numero di positivi raddopiava in una settimana, adesso il tempo in cui i nuovi casi raddoppiano è aumentato a oltre 10 giorni.

Contagi Covid in calo ma è allarme ospedali

Restano però due aspetti che vanno assolutamente considerati: il numero dei morti, purtroppo in crescita ogni giorno, e la gravissima situazione degli ospedali. Con le strutture ormai quasi al collasso in tutta Italia (anche se si parla solo di Campania e Lombardia), e la mancanza di medici, infermieri e operatori sanitari insufficienti per fronteggiare una tale ondata. Due aspetti legati tra loro.

La speranza è che dopo le ultime restrizioni e il relativo calo dei contagi, la pressione sugli ospedali diminuisca in modo tale da far respirare il personale sanitario. Oltre, ovviamente, al vaccino che è in procinto di arrivare sul mercato con le prime dosi già dalla fine del 2020.

La Pfizer ha infatti chiesto l’autorizzazione di emergenza alla Food and Drug Administration, per un vaccino a due dosi che l’azienda prevede di produrre dosi sufficienti per immunizzare da 15 a 20 milioni di persone, entro la fine dell’anno. Il vaccino è stato realizzato dalla Pfizer insieme al produttore farmaceutico tedesco BioNTech.

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