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Spettacolo

Loretta Goggi: “Non mi sono mai venduta. Perché ho lasciato la tv. Figli? Il Signore aveva altri progetti”

Loretta Goggi mai venduta, la conduttrice si racconta a ‘Il Fatto quotidiano’

Loretta Goggi: “Non mi sono mai venduta. Perché ho lasciato la tv. Figli? Il Signore aveva altri progetti”. La conduttrice si racconta rivelando alcuni retroscena sulla sua vita e carriera in una intervista a ‘Il Fatto quotidiano’

Scusi Goggi, lei si considera un’icona?
“Ma quale icona. Le icone sono Raffaella, Pippo, Mike. Io sono un bersaglio troppo mobile per esserlo. E poi l’icona la riconosci a prima vista, io invece ho sempre cambiato look”.

[…] Dunque come si definirebbe?
“Una professionista seria, me lo riconosco da sola, e un personaggio raro nel mondo dello spettacolo italiano. E sa perché? Perché non trovo nel mio ambiente un’altra uguale a me, una che ha impiegato sessant’anni per essere riconosciuta per ciò che sono. Non ho partiti alle spalle, non ho conoscenze ai piani alti e non le ho mai inseguite, sono un orso anti mondano e soprattutto non mi sono mai voluta vendere: se ho avuto una carriera così longeva e sono ancora qui, è solo per l’affetto e l’amore del pubblico”.

Curiosità: se l’è fatto un regalo per i suoi 70 anni?
“No, non me lo sono fatto. In fondo la vita è un regalo tutti i giorni. Settanta poi è una cifra che fa un certo effetto, più dei 50, che ho compiuto nel 2000 quando dicevano che sarebbe finito il mondo”.

Un regalo inaspettato l’ha fatto invece al pubblico: è tornata alla conduzione da sostituta di Carlo Conti a Tale e Quale Show. L’emozione più grande entrando in scena?
“La gioia di non cadere dalla scala (ride). Scherzi a parte, ero emozionata come se fosse un nuovo debutto: erano anni che non conducevo più in prima persona e prendere le redini di un programma non tuo è complicato. In più Carlo è una macchina da guerra, un metronomo vivente, conosce ogni sfumatura”.

Loretta Goggi: “Non mi sono mai venduta. Ecco perché lasciai la tv”

[…] Poco prima, in diretta, ha dovuto dare la notizia della morte di Stefano D’Orazio.
‘Durante la pubblicità il vice direttore di Rai 1 ci ha detto cos’era successo e siamo rimasti senza parole: “Dobbiamo dirlo al pubblico”. Prima di rientrare in scena, Giorgio Panariello e Vincenzo Salemme mi hanno chiesto se me la sentivo di dirlo: “Parla tu che l’hai conosciuto”. Appena il tempo di raccogliere le idee e ho dovuto comunicarlo. Ho conosciuto Stefano qualche anno fa, quando ci hanno consegnato un premio in Puglia: siamo rimasti in contatto, ci siamo mandati molti messaggi carini, era un uomo per bene e spiritoso’.

Sempre a Tale e Quale ha condiviso il bancone della giuria con Gigi Proietti: eravate amici?
“Gigi era pieno di amici veri, noi siamo stati buoni conoscenti e ci siamo stimati reciprocamente tutta la vita. Ci siamo conosciuti al doppiaggio: io facevo Titti e lui Gatto Silvestro, io avevo 15 anni lui 25. Poi ha avuto la fortuna di lavorare con lui nel musical Stanno suonando la nostra canzone. Mi ha travolto con la immensa bravura e ho potuto imparare tanto dalla sua grandezza”.

[…] Uno show per i suoi sessant’anni di carriera lo farebbe?
“Non mi piacciono le celebrazioni. In estate mi ha contattata Stefano Coletta, il direttore di Rai 1: per il giorno del mio compleanno, il 29 settembre, avrebbe voluto fare una serata. Ho risposto: “Grazie Stefano, non me la sento”. Ho detto no perché avrei rischiato di fare una cosa malinconica”.

[…] Serie tv e film. Un po’ seconda primavera professionale, un po’ ritorno alle origini.
“Spingo sulla recitazione perché posso interpretare tante donne diverse e tirare fuori parti di me che sono rimaste nascoste in tutti questi anni di lavoro. Adesso sto girando con Bianca Guaccero, Violante Placido e Marco Bocci un progetto molto bello di Cinzia Th Torrini: il titolo provvisorio è Il medico dalla mala. Non è facile la vita sul set in tempi di Covid: pensi che ci facciamo i tamponi due volte la settimana”.

Loretta Goggi: “Non mi sono mai venduta”

[…] Non si è rifatta ma ha cambiato spesso look, a differenza della Carrà che ha giocato tutta la vita con il suo caschetto biondo identitario. Perché?
“Perché credo di non essere una sola Loretta, ho mille donne in me e voglio farle esprimere anche attraverso un abito o una pettinatura. Ho seguito il mio istinto, non mi piace andare sul sicuro”.

Per questo ha fatto scelte controcorrente, come lasciare la carriera per dedicarsi alla sua vita privata?
“L’ho fatto almeno tre o quattro volte e c’era sempre qualcuno che me lo sconsigliava. Ma non sono mai stata tra quelli che investono tutto sul lavoro, è una cosa che non fa per me: quando sentivo che mi mancava qualcosa mi sono fermata per acciuffare quel qualcosa. Ripensandoci, ho aspettato troppo solo per trovare la persona giusta per avere un figlio”.

Le dispiace non aver avuto figli?
“Gianni era l’uomo giusto e aveva già tre figli. Abbiamo atteso il momento giusto per averne uno nostro ma non è arrivato: mi sono privata di quella botta di follia che forse mi avrebbe permesso di avere un figlio. Ma forse è stato meglio così. Sono religiosa e penso che il Signore avesse altri progetti per me”.

[…] Curiosità: come la convinse Berlusconi nel 1981 a lasciare la Rai per l’allora Fininvest?
“Più che Berlusconi, a spingermi a cambiare fu il maschilismo che all’epoca imperava in Rai. Ero stanca di essere una co-conduttrice che finiva per fare la sigla e qualche sketch. Mi sentivo stretta e dissi basta”.

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