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Zaia: “Stop allo sci? Allora piste chiuse in tutta Europa. Ristori in Veneto anche se gialla”

Luca Zaia sullo stop allo sci: l’intervista a ‘Il Corriere della Sera’

Zaia: “Stop allo sci? Allora piste chiuse in tutta Europa. Ristori in Veneto anche se gialla”. Il presidente della Regione Veneto parla del possibile blocco alle piste e delle misure adottate dal Governo in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’. “Io penso che prendere una decisione oggi sia prematuro. Stiamo assistendo a un rallentamento della curva dei contagi ed è una buona cosa. Ma bisogna valutare la situazione giorno per giorno”.

Su un eventuale stop allo sci. “I nostri tecnici hanno stilato un documento con le prescrizioni che se adottate e seguite con scrupolo possono consentire l’avvio regolare della stagione sciistica. Adesso sottoporremo le nostre linee guida alla valutazione del Comitato tecnico scientifico. Spero che ci sia un confronto serrato, di merito, e non pregiudiziale”.

Zaia: “Stop allo sci? A tre condizioni”

Le condizioni. “Se è per tutela della salute, pur avendo un’opinione diversa, ci atterremo alla decisione. A tre condizioni, però. Anzitutto va fatta una comunicazione chiara, seria, non catastrofista. Perché bloccare lo sci non significa chiudere tutto. Non poter sciare a Cortina, per esempio, non vuol dire non poter visitare Venezia. Stiamo attenti ai messaggi sbagliati”.

Seconda condizione: “Se le piste devono rimanere chiuse ciò valga per tutta l’Europa. Non si può vietare lo sci in Alto Adige e consentirlo in Carinzia. Sarebbe una presa in giro inaccettabile”.

Terza condizione. “I ristori. Questo è il nodo più rilevante. Al momento sono previsti solo per chi opera nelle zone rosse. Il provvedimento sulle stazioni sciistiche verrebbe adottato anche per le zone gialle (come il Veneto) dove non sono contemplati i ristori. Oltre al danno, la beffa”.

Sul Natale. “Qui tutti corrono ma per ora si vedono solo timidi progressi. Manca ancora un mese al Natale, vediamo cosa succederà nelle prossime settimane. Ma nessuno si illuda. Non sarà un Natale di feste allargate e di assembramenti. Chi pensa di rivedere film degli anni Ottanta e Novanta si sbaglia di grosso. Sarà un Natale domestico”.

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