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Alba Parietti: “Per Francesco è stata difficile essere mio figlio, vedeva certe cose. Maradona? Non ci ha mai provato”

Alba Parietti sul figlio Francesco Oppini e non solo, l’intervento a “I Lunatici” su Rai Radio2

Alba Parietti: “Per Francesco è stata difficile essere mio figlio, vedeva certe cose. Maradona? Non ci ha mai provato”. L’opinionista tv è intervenuta ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dal lunedì al venerdì dalla mezzanotte alle sei.

Sul rapporto con suo figlio: “Ormai non credo di essere più Alba Parietti, ma penso di essere la madre di Francesco Oppini, i tempi cambiano, io sono felicissima per lui, voglio rivederlo a fare anche quello di cui è più capace. Le persone gli vogliono bene perché hanno capito com’è, sono orgogliosa di lui. Io sono una madre molto apprensiva e molto ansiosa, come tutte le mamme di figli unici, ma non mi piace l’etichetta che alcuni mi hanno dato, non è che sono l’unica mamma ad essere così. Io voglio solo la felicità di mio figlio, quando mi ha detto che preferiva vendere macchine piuttosto che studiare, non ho detto una parola”.

E ancora: “Francesco invece di diventare il figlio idealizzato che io volevo, ora è una persona realizzata. E questo mi rende felice. Ho sempre fatto cercato di capire quali fossero le sue inclinazioni, senza mai ostacolarlo. Essere il figlio di Alba Parietti è stato difficilissimo. Erano anni complicati. Vedi tutti gli uomini che guardano tua madre, per lui quando era piccolo i commenti pesanti sulla propria madre immagino siano stati difficili, anche se facevo delle foto che andavano nei musei, non è che giravo dei film porno”.

Alba Parietti: “Per Francesco è stata difficile essere mio figlio”

Sul passato: “Mi ricordo che quando stavo con Lambert toccammo l’apice. Avevamo cento paparazzi attorno ovunque. Stiamo parlando di un attore internazionale all’apice della carriera e di una icona della tv nazionalpopolare. E mio figlio poverino in mezzo. Noi avevamo i giornalisti che ci si buttavano nel giardino di casa. I telegiornali aprivano e chiudevano con la notizia che mi ero lasciata con Lambert”.

Su Maradona: “Veniva regolarmente ospite da me, con Pelè. Siamo stati a grandi livelli. Era immenso e imperfetto. Non ci ha mai provato con me. Credo che ci fossimo molto simpatici, ma non ci ha mai provato. Con me è sempre stato molto carino, anche grazie a Gianni Minà, che in troppi sottovalutano. E’ stato uno dei giornalisti più bravi e leali che io abbia mai incontrato”.

Alba Parietti ha scritto un libro, ‘La cacciatrice di narcisi’: “Come riconoscere un narcisista? Comincia a tempestarti di messaggi dalla mattina alla sera, ti elegge a regina, ti mette su un piedistallo, ti domandi come abbia potuto vivere senza di te fino a quel momento. Questa è la fase iniziale. Poi si rende protagonista di un progressivo allontanamento immotivato che ti fa entrare in una fase di sofferenza. Prima sei la cosa più importante, poi diventi la cosa meno importante. Vengono prima il lavoro, la famiglia, i problemi di cui però non ti parla”.

Alba Parietti: “Francesco? Sono orgogliosa di mio figlio”

E ancora: “E ti crea uno stato di confusione. E tu pur di riavere per pochi istanti quelle meravigliose gratificazioni che lui ti dava all’inizio inizi a dare sempre di più, perdendo autostima. E’ un circolo vizioso (…) Gli uomini più belli che ho avuto, come Giuseppe Lanza, erano i meno narcisisti di tutti. Un non narcisista lo riconosci, può essere un uomo vanitoso, ma non mette la vanità prima di te, non ti mortifica per la sua vanità, e soprattutto se tu provi dolore, lui prova dolore per te. Se una persona è empatica non è un narcisista. Anche se un narcisista si finge empatico nella prima fase”.

Sul rapporto tra donne: “Sento troppo spesso le donne dare giudizi sui comportamenti di altre donne. Le donne dovrebbero iniziare a dare giudizi a se stesse, singolarmente. Spesso siamo le prime nemiche di noi stesse. Nella lotta per la parità di genere siamo ancora a carissimo amico. In una scala da uno a cento siamo arrivati a venti”.

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