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Piccinini: “Domanda Agnelli? Mi incuriosisce un aspetto delle reazioni. Telecronache si ma non a Sky”

Sandro Piccinini sulla domanda Agnelli e non solo, l’intervista a tvblog.it

Piccinini: “Domanda Agnelli? Mi incuriosisce un aspetto delle reazioni. Telecronache si ma non a Sky”. Il telecronista sportivo parla degli ultimi avvenimenti della sua carriera a tvblog.it. Ve ne proponiamo alcuni passaggi dell’intervista.

A Blogo dicesti anche che “se io fossi un direttore di Rai o di Sky onestamente non andrei a prendere il simbolo della concorrenza, mancherei di rispetto ai miei giornalisti. Io non lo farei“. Ed ancora: “Dopo 30 anni nella stessa azienda, Mediaset, non ho voglia di andare a Sky o in Rai, non mi ci vedrei“.
“Non ho cambiato idea. Infatti, non sono andato a Sky a fare telecronache o programmi. Faccio l’ospite del programma di Caressa. Non ho rubato il lavoro ad altri. Il patto col direttore Ferri è chiaro: su Sky non farò telecronache, non farò programmi. Né ora, né più avanti. Un patto chiaro e consensuale. A Sky potevo accettare solo un ruolo di opinionista, un ruolo che non contrasta con le professionalità interne all’azienda e che stimola me”.

Considerate le tante partite a disposizione di Sky, non è un controsenso che tu, che sei considerato il più bravo o comunque tra i più bravi, non faccia telecronache?
“Ti ringrazio per la gentilezza, ma a Sky non mancano i telecronisti bravi. Molti di loro hanno iniziato con me, mi sentirei anche in imbarazzo a rompere le uova nel paniere. Il problema non si pone”.

Con le telefonate di protesta delle società di calcio come siete messi al Club?
“A me quest’anno non è mai capitato di riceverne, mi capitava quando ero curatore di Controcampo. Magari sono arrivate a Ferri e a Caressa, non lo so, in genere so che accade. Il discorso con Ferri è chiaro dal primo giorno, la libertà di espressione da parte mia è totale”.

Piccinini: “Domanda Agnelli? Incuriosito da un aspetto delle reazioni”

Dopo le tue domande in diretta al Presidente bianconero Agnelli sono state interprete da molti tifosi antijuventini come una prova di forza contro un intoccabile.
“Ho fatto le domande che andavano fatte, il mio ruolo è fare domande e dare opinioni. Curioso che sia stata vista come una intervista aggressiva, ho solo chiesto se non gli dispiace vincere una partita a tavolino e se al posto del Napoli avrebbe fatto la stessa cosa. Agnelli ha balbettato? Ma solo perché non aveva la risposta pronta. Io penso di essere stato rispettoso. Mi fa sempre ridere quando uno juventino mi accusa di essere antijuventino, ripensando alla storia di mio padre che nella Juve ha giocato”.

A proposito del ritorno alle telecronache,[…] possiamo però dedurre che il tuo ritorno alla telecronaca sarà in uno di questi nuovi editori?
“Al 99% è così. Non mi ci vedo telecronista in Rai, a Mediaset o a Sky. Per motivi diversi. In Rai non prendono esterni, Mediaset è una bella favola che si è chiusa, con Sky il patto è chiaro. Poi, può succedere qualcosa di strano, per carità, ma la situazione al momento è questa”.

[…] A proposito di competizione, ricordo la rivalità Sandro Piccinini-Bruno Longhi.
“Sì, l’ho vissuta tantissimo per qualche anno, pur nel massimo rispetto. Ettore Rognoni, storico direttore dello sport di Mediaset, per gestire la rivalità tra di noi, ebbe l’idea di affidarci la finale di Champions League un anno a testa. Io ero arrivato un anno prima di Longhi e nel 1995 feci la prima finale di Champions. Tutti mi dissero che ero stato bravo, erano contenti, ma nel 1996 la finale, Juve-Ajax, fu assegnata da Rognoni a Bruno Longhi. Io non la presi benissimo. Al punto che fu lì che decisi di dimettermi da Mediaset […]”.

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