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Salute

Plasma iperimmune e Covid: svelato il motivo del mancato decollo della cura

Plasma iperimmune e Covid: da uno studio argentino i benefici di questo tipo di cura

Plasma iperimmune e Covid: svelato il motivo del mancato decollo della cura. Una delle tante teorie complottiste su vaccini e farmaci, riguarda senza dubbio il poco uso della cura attraverso il plasma di chi si è già contagiato e negativizzato, il cosiddetto plasma iperimmune. Molti si chiedono come mai la comunità scientifica si è adoperata tanto per trovare un vaccini anziché usare questo tipo di cura praticamente al naturale.

Le risposte sono poche e semplici. Innanzitutto non ci sono abbastanza studi che ne accertano l’efficacia. E poi non è semplice reperire una quantità necessaria a soddisfare tutto l’eventuale fabbisogno. Una risposta scientifica, però, arriva da uno studio argentino pubblicato dal New England Journal of Medicine, secondo cui il plasma da convalescente può ridurre il rischio di avere il Covid in forma grave se somministrato nei primi giorni dell’infezione. In sostanza, la terapia ha la massima efficacia se somministrata entro tre giorni dalla diagnosi e se il paziente non ha ancora nessun sintomo.

Plasma iperimmune e Covid: lo studio

Nello studio sono stati reclutati 160 pazienti sopra i 65 anni, metà dei quali ha ricevuto il plasma e l’altra metà il placebo, tutti al massimo tre giorni dopo la diagnosi. Nel gruppo trattato il rischio di malattia grave è diminuito del 48%. “Dare il plasma troppo tardi è come permettere a un ladro di saccheggiare una casa per ore prima di chiamare la polizia. Mentre una somministrazione precoce può limitare l’infezione quando è ancora sul nascere”, spiega Fernando Polack, l’autore principale dello studio, al New York Times.

Sulla stessa rivista circa un mese fa un altro studio aveva ad esempio escluso vantaggi per i pazienti gravi dalla terapia, che non aveva ridotto né il tempo di ricovero né la mortalità. Mentre lo studio argentino è uno dei primi a trovare un beneficio nell’uso del plasma iperimmune, ricco di anticorpi contro il virus, una delle prime terapie tentate contro il Covid-19.

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