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Economia

Recovery fund, arriva l’ok definitivo del Parlamento Ue: si della Lega spacca i sovranisti a Bruxelles

Recovery fund, l’ok definitivo del Parlamento Ue è arrivato a margine del voto, il si della Lega spacca i partiti sovranisti a Bruxelles

Recovery fund, arriva l’ok definitivo del Parlamento Ue: si della Lega spacca i sovranisti a Bruxelles. Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva le regole che governano il Recovery fund, il Recovery e Resilience Facility (Rrf). Il regolamento sugli obiettivi, il finanziamento e le regole di accesso al dispositivo europeo è stato approvato con una ampia maggioranza: 582 voti favorevoli, 40 voti contrari e 69 astensioni.

Si tratta del regolamento su obiettivi, finanziamento e regole di accesso al dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza: 672,5 miliardi di euro in sovvenzioni e prestiti saranno messi a disposizione per finanziare misure nazionali intese ad alleviare le conseguenze economiche e sociali della pandemia.

Anche la Lega di Salvini, questa volta ha votato a favore della governance del Recovery al Parlamento Ue. Una scelta che divide il fronte dei sovranisti a Bruxelles. Il gruppo di Identità e democrazia si è spaccato in tre tronconi tra i tedeschi di AfD che hanno votato contro e i francesi del partito di Le Pen che si sono astenuti. Divisi anche i Conservatori Ecr, con Fratelli d’Italia che si è astenuta. Il Carroccio ha votato a favore come le delegazioni del Pd, M5S, Forza Italia e Italia Viva. A favore del testo tutto il Ppe, S&D, Renew, Verdi e parte della sinistra Gue.

Recovery fund, arriva l’ok definitivo del Parlamento Ue

Ma torniamo al dispositivo. Come riporta Tgcom24, potrà finanziare anche dei progetti collegati, iniziati dal primo febbraio 2020. I finanziamenti saranno disponibili per tre anni e i governi dell’Ue possono richiedere fino al 13% di prefinanziamento per i loro piani di ripresa e resilienza. Una volta che anche il Consiglio avrà approvato formalmente il regolamento, questo entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Ue.

Le caratteristiche dei piani da presentarePer essere ammissibili al finanziamento, i piani nazionali si devono incentrare su politiche chiave dell’Ue quali la transizione verde, compresa la biodiversità, la trasformazione digitale, la coesione economica e la competitività, nonché la coesione sociale e territoriale.

Potranno essere finanziati anche i progetti che si concentrano sulla reazione delle istituzioni alle crisi e sulle modalità per aiutarle a prepararvisi, come anche le politiche a favore dei minori e dei giovani, compresa l’istruzione e lo sviluppo di competenze.

Ciascun piano deve destinare almeno il 37% del proprio bilancio al clima e almeno il 20% alle azioni digitali. Secondo Tgcom24, inoltre, i piani dovranno avere un impatto duraturo sia in termini sociali che economici, includere riforme globali e un robusto pacchetto di investimenti e non danneggiare significativamente gli obiettivi ambientali. Il regolamento stabilisce anche che potranno ricevere fondi a titolo del dispositivo soltanto i Paesi membri impegnati nel rispetto dello Stato di diritto e dei valori fondamentali dell’Unione europea.

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