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Luisa Ranieri e la ‘minaccia’ di Zingaretti: “Si sarebbe riprodotto, con o senza di me”

Luisa Ranieri e la ‘minaccia’ di Zingaretti, l’attrice rivela il retroscena a ‘Io Donna’

Luisa Ranieri e la ‘minaccia’ di Zingaretti: “Si sarebbe riprodotto, con o senza di me”. L’attrice napoletana, moglie dell’attore Luca Zingaretti, parla, tra le cose, del rapporto con il marito in una intervista rilasciata a ‘Io Donna’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

[…] Ha usato due volte il termine “libertà”. Le manca, per caso?
“No, assolutamente no! La scelta di creare una famiglia è stata ponderata. Però mi sono ricordata di quando non ce l’avevo e apprezzavo quelle atmosfere: solitudine non è uguale a “tristezza”. Solitudine è uguale a “libertà””.

[…] La sua è una generazione che riesce a conciliare carriera e maternità.
“Ai posteri l’ardua sentenza! Da parte mia c’è tanto impegno e tanto lavoro, ma saranno le bambine (Emma, nove anni, e Bianca, cinque, avute da Luca Zingaretti, ndr) a giudicare se è stato positivo o negativo”.

Parte del merito va ai “nuovi” maschi, più collaborativi?
“Be’ sì: io, per esempio, non mi posso affatto lamentare. Veniamo da secoli in cui era quasi proibito agli uomini occuparsi delle cose di casa, adesso è di tendenza!”.

È vero che fu suo marito a lanciarle l’ultimatum sui figli?
“Sì, sì! Ne parlavamo, però rimandavo: vabbe’ l’anno prossimo, l’anno prossimo, l’anno prossimo, l’anno prossimo… A un certo punto Luca – scherzando – mi ha avvertito: l’anno prossimo mi riproduco, con o senza di te. Anche per quanto riguarda il matrimonio c’è stata una storia simile”.

In che senso?
“Io avrei potuto evitare di sposarmi, non era una mia priorità, da ragazzina non aspiravo all’abito bianco. È stato lui a spingere. A quel punto ho abbracciato il lato “glamour” della situazione e ho chiesto un vestito di Valentino. Sono andata lì e ho chiarito: «Ne voglio uno che non sia da sposa, che abbia piuttosto un mood campagnolo». «En plein air, mi ha corretto Pierpaolo (Piccioli, direttore creativo della maison Valentino, ndr). E il tono era: «Ma come ti esprimi!». Ci abbiamo riso da matti!”.

Oggi condivide con suo marito una società di produzione, la Zocoteco.
“Zocotoco”.

Zocotoco. A proposito: che cosa significa?
“Quando Luca andò a registrarla, non aveva pensato al nome e, su due piedi, decise per quello del gatto, adorato e paffutello, che era appena morto. Lolita Lobosco è la prima grande produzione che affrontiamo, e subito dopo lui ne ha una per Sky, partita da una sua idea: Il re, con la regia di Giuseppe Gagliardi”.

[…] Condividere il mestiere aiuta o complica il rapporto?
“Dipende dalla misura. Noi condividiamo moltissimo. Parlate anche di politica? Sì, ma esclusivamente tra di noi. Condividiamo moltissimo, dicevo, ma nella libertà: se uno dei due fa scelte di cui l’altro non è convinto, non influenziamo né interferiamo. L’equilibrio che abbiamo trovato – senza comunicarcelo, senza teorizzarlo – è nel rispetto. Che è stato il segno della nostra relazione sin dall’inizio, quando sì, io lavoravo, ero famosa, però Luca era un attore super, super mediatico! Ho mantenuto le carriere distinte, evitando di appoggiarmi a mio marito: così è stato più lungo, più faticoso… Del resto, la pappa pronta non mi è mai piaciuta”.

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