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Andrea Delogu: “San Patrignano? Matura per parlare di passato, la cosa pesante è un’altra…”

Andrea Delogu su San Patrignano e non solo, l’intervista a ‘Il Messaggero’

Andrea Delogu: “San Patrignano? Matura per parlare di passato, la cosa pesante è un’altra…”. La presentatrice, scrittrice e attrice si racconta tra passato e futuro in una intervista a ‘Il Messaggero’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

«[…] ho 38 anni, sono nel mondo dello spettacolo da quando ne ho 16. C’ è il periodo in cui sei troppo giovane per…Quello in cui se fossi un po’ più giovane…Oggi mi offrono i ruoli da madre e io mi sento quella che vuole uscire con le amiche. Sui social quando facevo la Vita in Diretta criticavano la mia tinta troppo rossa…Capelli così rossi passati i 35 anni… Ma alla gente che gliene frega dell’ età? Io, oggi, mi sento matura per toccare le corde giuste quando parlo di dislessia, del mio passato da figlia di San Patrignano, o quando intervisto Giganti. Ma la cosa più pesante è un’ altra per una donna che lavora, specie nel mio settore».

Quale?
«Lavoro da 22 anni, ma sempre qualcuno vedendoti in tv o su un palco dice: con chi è andata a letto quella per essere lì… Ad un uomo non capita. È lo stigma dell’ essere donna. Ma per fortuna ci sono i social».

Bella questa: Delogu che fa, non demonizza, lei?
«In questi 22 anni le cose stanno cambiando proprio grazie ai social: se il mondo ti apprezza, l’ opinione determinante dei quattro o cinque maître à penser vale meno. Voi avete la pagina Mind The Gap, ma lo scalino è ancora uno scalone. Fino a quando non sei famosa ti trattano male: ai maschi non capita. Smettiamo di dire che i social fanno solo schifo: i social sono la gente, tutta la gente. Si sceglie con chi andare, come nella vita reale».

E con gli hater come si fa?
«Si risponde a modo e si blocca la gente. Il limite si può anche insegnare. Ora mi sto rendendo attiva su Clubhouse: vediamo come va, ma è un mezzo in più per non dipendere da pochi che decidono per tutti».

Un anno senza. Anche senza Sanremo?
«E chi lo ha detto? Forse potreste trovarmi lì con Ema Stockholma e Gino Castaldo. Un anno in cui m’ è venuta l’ ispirazione per un nuovo libro».

Dopo la storia dell’ infanzia a San Patrignano e la dislessia?
«Gli scoppiati, la gente scoppia. Il Covid c’ entra fino a un certo punto. Io mi sto prendendo il mio tempo per raccontarlo: scrivere è una fatica doppia per una dislessica come me, ma è terapeutica. Mi ha aiutato a superare lo stigma: li sentivo a scuola sussurrare quella è la figlia di San Patrignano, la figlia degli ultimi, l’ effetto che ha avuto la serie è figlio dell’ oblìo di quella storia. Poi c’ è stata la dislessia. Ma è sempre stata più forte la voglia di farcela ad essere quella che sono oggi».

Tutto meritato per lei, finora?
«Questo lo lascio dire solo a mia madre. La sofferenza del percorso conta, ma non è un merito: conta non perdersi d’ animo e ribellarsi alle gabbie che ti impongono. Ma che sono molto fortunata devo dirlo».

[…] Scrittrice, conduttrice radio e tv, attrice, cantante.
«A me piace la pizza, giocare a tennis, uscire con le amiche. Non scelgo».

E sulla carta d’ identità che c’ è scritto? Andrea Delogu…
«Autrice, perché fa un po’ artista. Ma forse è meglio comunicatrice: quella sono io».

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