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Anna Maria Rizzoli: “Da rivalità con Fenech e Bouchet all’addio, ecco perché ho lasciato lo spettacolo”

Anna Maria Rizzoli dalla rivalità con Fenech e Bouchet all’addio, l’intervista a ‘La Verità’

Anna Maria Rizzoli: “Da rivalità con Fenech e Bouchet all’addio, ecco perché ho lasciato lo spettacolo”. L’ex conduttrice di Sanremo nel 1979, con una breve carriera cinematografica, ripercorre le tappe della sua vita privata e professionale in una intervista a ‘La Verità’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Com’ è stata chiamata a condurre il festival di Sanremo?
«Ho fatto un’ospitata a Domenica in condotta da Corrado e l’indomani sono stata chiamata dalla Rai per sapere se me la sentivo di presentare il festival. Si vede che sono piaciuta! Ho risposto: “Ci provo”. Ero un po’ spaventata perché Sanremo fa paura. Avevo lavorato a Telealtomilanese, insieme a Enzo Tortora nel programma Aria di mezzanotte. Avevo una mia rubrichetta: facevo gli oroscopi. E in Rai avevo presentato con Christian De Sica e Ingrid Schoeller Alle sette della sera, ma il festival di Sanremo era un’altra cosa».

[…] Ricorda la prima volta che è salita sul palco?
«Un’emozione grandissima, caspita, ero agitatissima, però una volta sul palco è passata. Avere vicino Mike era una sicurezza».

[…] Iniziò come modella…
«Facevo il liceo a Milano e un giorno, all’uscita, mi ha fermato un signore che aveva un’agenzia di modelle e mi ha detto: “Ma perché lei non fa la modella? È così carina…”. Allora mi sono iscritta a un corso per indossatrici e ho fatto delle serate, poi ho lasciato la scuola con grande dispiacere dei miei genitori. Ho lavorato tantissimo come modella, facendo anche la pubblicità della Stock vestita da Babbo Natale.

Mi piaceva quel lavoro. Poi ho fatto un servizio fotografico su un carrello elevatore, chiamata da Osvaldo Annicchiarico, il fratello di Walter Chiari, che aveva un’agenzia di pubblicità. Osvaldo mi ha presentato Walter, che mi ha subito offerto di fare teatro con lui. Gli ho detto: “Ma io non lo so se sono capace…”. Walter è rimasto colpito da questa frase».

Anna Maria Rizzoli: “Da rivalità con Fenech e Bouchet all’addio allo spettacolo”

L’ha fatto poi teatro?
«No, ma mi sono fidanzata con Walter!».

Colpo di fulmine?
«Sì, siamo stati insieme due-tre anni, con momenti di interruzioni perché ogni tanto lui andava in Australia. Eravamo fidanzati, ma ognuno viveva a casa sua. Mi ricordo che mio papà aveva cinque anni meno di lui!».

Lo ha presentato ai suoi genitori?
«Sì, è venuto a trovarci a casa tante volte. Piaceva a tutti Walter. Semplice, alla mano, molto intelligente, un uomo fantastico».

Il suo primo film è stato Peccati in famiglia di Bruno Gaburro?
«Sì, lì come modella ho fatto una comparsata. Poi ho fatto una particina ne Il padrone e l’operaio di Steno e un episodio di Dove vai in vacanza? diretto da Luciano Salce, con Paolo Villaggio. Grazie a questo episodio e al festival di Sanremo la mia carriera è decollata».

[…] Con chi ha legato particolarmente?
«Forse con Lino Banfi, un gran signore».

Con le colleghe?
«Una con cui mi sono divertita tantissimo era Francesca Romana Coluzzi, un’attrice con la a maiuscola. Quante volte abbiamo dovuto stoppare perché scoppiavamo a ridere e non riuscivamo ad arrivare alla fine della scena».

Non viveva una rivalità con le altre attrici del periodo, Edwige Fenech, Barbara Bouchet, Gloria Guida, Nadia Cassini?
«La rivalità poteva essere l’occasione che una aveva di fare un film che un’altra avrebbe voluto fare lei, non a livello personale, anche perché ognuna aveva il suo cliché. C’è da dire che eravamo poche. Dopo ne sono arrivate tantissime».

Anna Maria Rizzoli: “Da rivalità con Fenech e Bouchet all’addio”

Non erano belle come voi!
«Diciamo che noi eravamo tutte naturali, non c’era la chirurgia estetica, non c’erano neanche le punturine, proprio nulla. Quando facevamo i servizi su Playboy, non è che ci fossero le foto ritoccate al computer come adesso… Noi com’ eravamo eravamo».

[…] Non ha recitato mai con la sua voce?
«No, solo quando ho fatto teatro con Giorgio Strehler. Avrei preferito, ma non si giravano i film in presa diretta e non avevo neanche il tempo di fare il doppiaggio».

È stata un’esperienza straordinaria…
«Con Strehler ho chiuso in bellezza perché ero stanca di questo lavoro: ho sacrificato gli anni più belli dietro la carriera. Adesso, tornando indietro, non so se rifarei questa professione, magari farei l’avvocato come mio papà».

Addirittura?
«Ma sì! I sogni che si realizzano sono sempre inferiori alle aspettative. Alla fine ci si sacrifica tanto e poi una dice: “Ma ne vale la pena?”. Quando è arrivato Strehler, mi sono detta: “Va bene, chiuderò in bellezza. Lavoro con lui e poi mi ritiro”. Così ho fatto».

[…] Cosa ha fatto dopo?
«Ho fatto la moglie! Poi mi sono separata e ho divorziato. Non avevo più voglia di recitare, anche perché mi avrebbero chiamato per fare la zia o la mamma».

Quindi non le manca lo spettacolo?
«Assolutamente no. Mi chiamano ogni tanto per fare l’ospite in qualche programma televisivo, ma rispondo sempre di no perché l’idea passare la giornata in camerino, fare le prove, il trucco, ohh, per carità! Mi annoio, anzi mi stanco».

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