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Spettacolo

Matilda De Angelis: “Limonatevi tutti? C’è un motivo dietro quella frase. Perché da piccola non guardavo la tv”

Matilda De Angelis e il “limonatevi tutti” detto sul palco di Sanremo, l’intervista a ‘TV Sorrisi e Canzoni’

Matilda De Angelis: “Limonatevi tutti? C’è un motivo dietro quella frase. Perché da piccola non guardavo la tv”. L’attrice parla della sua esperienza al Festival in una intervista a ‘TV Sorrisi e Canzoni’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Sanremo?
«È stato il primo show televisivo della mia vita. Direi che esordire con Sanremo non è male…».

Nessuna paura?
«Il giorno precedente ero tesa, anche perché è successo tutto così in fretta che non ho avuto tempo per prepararmi. E a me di solito piace studiare ogni dettaglio. Non potevo certo dire di no. Poi mi ci sono buttata con gioia. E quando sono entrata in teatro mi è venuto da piangere: non salivo su un palco da anni».

Come si immaginava il Festival? E come è davvero, dopo averlo vissuto?
«Guardandolo in tv sembra tutto gigantesco: le scenografie, la scalinata infinita… Invece ho scoperto che l’Ariston è piccolo, sul palco e ancora di più dietro le quinte. C’era un’atmosfera familiare, quasi intima. Accentuata dal fatto che eravamo soli, senza il pubblico».

[…] Il momento più difficile?
«Nessuno. Non ho avuto paura neppure di dire “Trifluoperazina Monstery Band!”».

Il più divertente?
«Non è stato mio, ma l’esibizione iniziale di Amadeus e Fiorello vestito “alla Achille Lauro”. Io ho cercato di divertirmi sempre, fedele al motto: “Se ti diverti tu, lo faranno anche gli altri”».

A un certo punto ha detto: «Torneremo a baciarci», e ci sta. Ma «limonatevi tutti!» non è troppo forte per Sanremo?
«Ma guardi che già mi sono trattenuta! Quella che avete visto sul palco è la Matilda “versione paludata”. Di solito sono molto più audace. E poi ho 25 anni, dovevo portare un po’ di freschezza. Anche con i vestiti. C’è chi mi ha scritto subito: “Ma il secondo non era un po’ largo?”».

Matilda De Angelis: “Limonatevi tutti? C’è un motivo dietro quella frase”

[…] Lei era una cantante, e si sente. Perché ha smesso?
«In effetti ho studiato canto, chitarra e violino. A 16 anni sono entrata nella band bolognese dei Rumba de Bodas e ci sono rimasta per cinque anni, viaggiando moltissimo. Facevamo anche due o tre concerti a settimana. Però quando sono entrata nel cast di “Tutto può succedere” è diventato sempre più difficile conciliare i due impegni. Soprattutto non era giusto per loro, che dovevano aspettare che la cantante fosse “libera”. Ci siamo lasciati col sorriso e ci sentiamo ancora. Per Sanremo mi hanno riempito di messaggi».

Capitolo chiuso?
«Chissà? Per ora non ci penso, ma magari fra qualche anno vi sforno un disco. In fondo non pensavo neanche che avrei mai fatto Sanremo».

O recitato con Nicole Kidman e Hugh Grant…
«La mia vita è piena di grandi “prime volte”. In “Veloce come il vento” ero la coprotagonista con Stefano Accorsi, eppure era la prima volta che recitavo in assoluto: è stato un successo che mi ha aperto molte porte. La chiamata per “The Undoing” mi ha sorpreso, perché non è facile per gli attori italiani trovare spazio nel mercato americano. E ora Sanremo è il mio primo show in tv: di solito è un coronamento, io invece comincio da qui. Finalmente mi sento “nazional-popolare”!».

[…] Un’ultima curiosità: a Sanremo ha detto che a casa sua non si guardava la tv. Ma nel senso che non vi piaceva o che non ce l’avevate proprio?
«No no, la tv c’era, ma i miei la usavano solo per guardare i Vhs e poi i dvd che volevano loro. Così, avevo preso questa abitudine anch’io. Praticamente abbiamo inventato la tv “on demand” prima che diventasse di moda».

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