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Eleonora Cecere: “Da ‘Non è la Rai’ a ‘Domenica In’, oggi faccio la vigilantes. Ho lasciato per un motivo”

Eleonora Cecere di ‘Non è la Rai’ è intervenuta a “I Lunatici” su Radio2

Eleonora Cecere: “Da ‘Non è la Rai’ a ‘Domenica In’, oggi faccio la vigilantes. Ho lasciato per un motivo”. L’ex ragazza di ‘Non è la Rai’, è intervenuta ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dal lunedì al venerdì notte dalla mezzanotte alle sei del mattino.

Eleonora Cecere esordisce raccontando un po’ di sé: “Devo dire che quel programma è rimasto nel cuore di molte persone, me ne rendo conto ancora oggi, ci viene dimostrato moltissimo affetto. Come è iniziato tutto? Ho cominciato la mia carriera da giovanissima, a sei anni, facendo il concorso baby star, facendo film con Fellini, Gassman, Castellitto, questo da bambina. Poi nel 91 ho fatto domenica IN e lì è partito il ciclo televisivo”.

Le prime esperienze. “A settembre di quell’anno ho iniziato Non è la Rai. Ci siamo resi conto che se ne sarebbe parlato anche dopo tanti anni solo quando il programma è finito. Lì per lì non ti rendi conto di quello che succede, c’erano centinaia e centinaia di ragazzi e ragazze che ci aspettavano fuori dagli studi, che aspettavano ore per farsi una foto, che ci si incollavano alle macchine. Queste sensazioni le apprezzi solo dopo, sono bellissime”.

Eleonora Cecere: “Non è la Rai? Eravamo una famiglia”

Sul successo di quegli anni. “Ho iniziato a rendermi conto di essere diventata popolare quando la mattina uscivo di casa e mi trovavo dei ragazzi che facevano viaggi con i mezzi per venire a vedermi davanti casa. Io e mio padre spesso gli davamo un passaggio e li riaccompagnavamo a casa. E’ una sensazione inspiegabile. Io ero minorenne, con me c’era sempre mio padre, la mia famiglia mi ha dato un grandissimo supporto, andavo a scuola, studiavo, facevo delle lezioni private, la famiglia mi supportava anche in questo”.

Sui rapporti tra le ragazze di ‘Non è la Rai’. “Noi ci divertivamo tantissimo. Con alcune siamo ancora in contatto, ci messaggiamo ogni giorno, ci raccontiamo quello che ci succede, siamo molto unite. Se una di noi ha bisogno di qualcosa sente la vicinanza di tutte le altre. Dietro ‘Non è la Rai’ c’era anche una grande preparazione. Noi abbiamo studiato tanto per poter fare quello che facevamo in video. Studiavamo danza, canto, recitazione, lavoravamo duramente ogni giorno per dare sempre il meglio”.

Sui ricordi di Boncompagni. “Una persona meravigliosa che porterò sempre nel cuore. Mi ha insegnato tanto e gliene sarò sempre grata. Fan che hanno esagerato? Purtroppo ce ne sono stati. C’era uno stalker che mi mandava delle cassette con su dei messaggi minacciosi, una volta mi ha mandato una bambolina con uno spillo, come fosse una bambolina voodoo. Mi spaventai molto”.

Eleonora Cecere: “Da ‘Non è la Rai’ a ‘Domenica In’, oggi faccio la vigilantes”

Le difficoltà e il lavoro di oggi. “Oggi faccio la vigilantes con una società a cui tengo tantissimo. Una società che mi ha accolto a braccia aperte. Con questa pandemia il lavoro dello spettacolo si è fermato, bloccato. Ho una famiglia, due bambine, un marito, ho deciso di dare una mano a mio marito, di aiutarlo, non potevo stare ferma. Sono fiera di raccontare la mia storia, bisogna rimboccarsi le maniche, darsi da fare”.

E ancora: “E’ giusto darsi da fare. Sono cresciuta in un mondo diverso, ho studiato tantissimo, lavoro da 37 anni nel mondo dello spettacolo con tantissimi sacrifici fatti, ma questo è un momento difficile per tutti, così ho deciso di darmi da fare, rimboccarmi le maniche e aiutare la mia famiglia. Ho mandato tantissimi curricula, questa società mi ha risposto, mi ha accolto, e faccio un lavoro che mi piace moltissimo.

Sono a contatto con le persone, cerco sempre di strappargli un sorriso, soprattutto alle persone anziane. Questa per me è una grandissima soddisfazione. Non ho abbandonato la mia ambizione, il teatro, il cinema e ciò che ci gira attorno, se un giorno riusciremo a tornare in teatro, tornerò a lavorarci con grande felicità, ma oggi va così”.

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