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Selen: “Hard? Ho smesso da 23 anni ma un aspetto mi stupisce ancora. Se tornassi indietro non lo rifarei”

Selen hard? No, “mi chiamo Luce Caponegro”, l’ex pornodiva si racconta in una intervista a ‘La Stampa’

Selen: “Hard? Ho smesso da 23 anni ma un aspetto mi stupisce ancora. Se tornassi indietro non lo rifarei”. L’ex pornodiva Luce Caponegro, nota ai tempi come “Selen“, ripercorre le tappe della sua vita privata e professionale in una intervista rilasciata a ‘La Stampa’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Si chiamava Selen, ma adesso non più.
«Mi chiamo Luce, Luce Caponegro. Questo è il mio vero nome. Sono passati 23 anni dalla mia ultima esperienza nell’hard, rimango stupefatta quando ancora mi chiedono di quell’epoca».

Venti titoli a luci rosse in otto anni di carriera.
«Ne è passata di acqua sotto i ponti. Ho lavorato nel mondo dello spettacolo, ho fatto televisione e pubblicità, ho studiato, ho aperto un centro estetico. Sono cambiata come persona. E io penso che cambiare, cercare di evolvere, sia la cosa più importante nella vita di ogni essere umano. Ma voi giornalisti ancora continuate a farmi le stesse domande».

Qual è la domanda che le rivolgono più spesso?
«Se rinnego o non rinnego l’hard. No, non lo rinnego. Fa parte della storia della mia vita. Ma se tornassi a nascere, non lo rifarei più. Cambiare richiede grandi sforzi e anche una buona dose di dolore».

Selen: “Hard? Ho smesso da 23 anni e non lo rifarei”

Perché non lo rifarebbe?
«Quando ho incominciato avevo sposato la filosofia hippy, mi interessava sperimentare. Era libertà di giocare con me stessa e di combattere certi stereotipi borghesi, volevo vedere cosa c’era oltre la famiglia, la lavastoviglie, il lavoro in banca. Quello che facevo era considerato trasgressivo, adesso lo sarebbe molto meno. Non lo rifarei perché è un mestiere che ti lascia un marchio. Non lo rifarei perché è venuto meno il senso politico e sociale di quella ricerca espressiva. Non lo rifarei perché tutta la libertà che mi sono concessa la sto ancora pagando».

[…] Al tempo della nascita del secondo figlio, quattordici anni fa, Luce Caponegro si è presa un anno sabbatico per studiare. Voleva saldare un conto con se stessa.
«Quando stavo per finire il liceo, appena compiuti 18 anni, me ne ero andata di casa e avevo abbandonato la scuola. Soffrivo tantissimo per il fatto di avere soltanto la terza media. Mi sono diplomata con ottimi voti e dopo avrei voluto iscrivermi a Scienze dell’alimentazione all’Università di Urbino, ma Gabri era piccolo e non potevo permettermi quella trasferta. Così ho deciso di fare una scuola di tre anni per diventare estetista. Mi piace prendermi cura del corpo delle donne».

È la vita di adesso.
«Non ho mai smesso di studiare e di aggiornarmi. Amo questo lavoro, ma noi dei centri estetici siamo fra quelli più colpiti dalla pandemia. Ci hanno imposto protocolli rigidissimi, giusti, che noi abbiamo adottato senza reticenze. Abbiamo fatto investimenti importanti per poter lavorare in sicurezza, ma poi ci hanno chiusi lo stesso».

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