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Macerata, multato per violazione coprifuoco fa ricorso: giudice condanna la Prefettura e annulla la sanzione

A Macerata un giovane è stato multato per violazione del coprifuoco e ha fatto ricorso, il giudice annulla la sanzione e condanna la Prefettura

Macerata, multato per violazione coprifuoco fa ricorso: giudice condanna la Prefettura e annulla la sanzione. È accaduto a Pioraco (Macerata), dove un giovane poco più che 20enne ha violato il coprifuoco per andare a trovare la fidanzata. Fermato mentre stava rientrando a casa, è stato multato (533 euro, 373 in caso di pagamento entro cinque giorni), ma non si è perso d’animo.

Secondo quanto riportato da ‘Il Resto del Carlino’, tramite il suo difensore ha presentato ricorso per l’annullamento della sanzione amministrativa e il giudice di pace l’ha accolto. Non solo. La prefettura di Macerata è stata condannata a compensare le spese processuali. “Ho fondato il ricorso sull’incostituzionalità del coprifuoco, trattandosi di una misura restrittiva della libertà personale”, ha spiegato il legale. L’udienza si è svolta giovedì e tra una settimana saranno rese pubbliche le motivazioni.

Macerata, multato per violazione coprifuoco fa ricorso: giudice accoglie e annulla la sanzione

“Ho difeso il mio amico ai sensi dell’articolo 317 del codice di procedura civile, il quale permette a un soggetto sanzionato di farsi rappresentare da una persona di fiducia, che può anche non essere avvocato, nelle cause per multe di entità inferiore a 1.100 euro”, ha aggiunto l’avvocato ai microfoni del quotidiano romagnolo.

E ancora: “Nel nostro ordinamento giuridico, l’obbligo di permanenza domiciliare è una sanzione di tipo penale e solo il giudice con atto motivato può disporla. Pertanto, è incostituzionale disporre un coprifuoco attraverso un decreto del presidente del Consiglio dei ministri, che è un atto amministrativo gerarchicamente inferiore alla legge, e lo sarebbe anche se fosse disposto con un atto avente forza di legge”.

“Non esistono deroghe ai principi costituzionali, se non in caso di guerra, e anche l’emanazione dello stato di emergenza è illegittima, perché il governo non ha ricevuto neppure una legge delega dal Parlamento, che gli conferisca i poteri necessari per incidere su diritti costituzionalmente garantiti. Lo sta facendo appellandosi al decreto legislativo 1 del 2018, che però si occupa dell’organizzazione materiale e logistica per fare fronte a emergenze calamitose, come il terremoto, e non conferisce in nessun modo allo Stato poteri pieni sui cittadini”, ha concluso il difensore.

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