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Il secondo azionista attacca la Juve: ”Danno alla reputazione. Abbiamo fatto una richiesta ai club”

Lindsell Train, secondo azionista, attacca la Juve: il comunicato stampa

Il secondo azionista attacca la Juve: ”Danno alla reputazione. Abbiamo fatto una richiesta ai club”. Non solo a tifosi e gran parte degli addetti ai lavori, il progetto Super League non è andato giù nemmeno agli investitori, soprattutto quelli che hanno partecipazioni con grossi capitali nei club sportivi e non solo.

È il caso di Lindsell Train. Il fondo inglese secondo azionista del club bianconero ha attaccato pesantemente la Juventus ed il Manchester United per il danno reputazionale derivante dal tentativo di creazione di una nuova Superlega europea.

Lindsell Train possiede quote di partecipazione in entrambe le società (l’11,3% della Juventus), due dei principali club calcistici a livello europeo. A proposito della Superlega, ha scritto in una lettera che l’annuncio del progetto è stato una vera e propria «sorpresa».

Il fondo britannico – una società di investimento mobiliare fondata nel 2000 – ha detto di aver tenuto a tal proposito degli incontri con i due club e ha espresso «delusione per il danno reputazionale che Juventus e Manchester United si sono procurati».

Di seguito il testo completo della lettera, a firma Nick Train, uno dei due fondatori di Lindsell Train, pubblicato da Calcioefinanza.it.

“L’approccio agli investimenti di Lindsell Train si basa sull’effettuazione di investimenti a lungo termine in società che possiedono brand e franchising unici. Come parte di questa strategia, abbiamo investito per molti anni in tre grandi squadre di calcio quotate in borsa: Celtic, Manchester United e Juventus, nei nostri conti globali e britannici.

[…] Il nostro caso di investimento si basa sull’aspettativa che a lungo termine il valore di queste istituzioni iconiche aumenti man mano che il seguito del calcio si espande e i media digitali consentono ai fan di interagire più profondamente con i club che supportano. Come per tutte le nostre partecipazioni, non siamo investitori attivisti nei club, ma interagiamo regolarmente con i dirigenti senior, di solito alla pubblicazione dei risultati finanziari.

Uno degli obiettivi del nostro impegno è stato quello di incoraggiarli a gestire i club con logica finanziaria, per garantire che rimangano in grado di affrontare le inevitabili oscillazioni delle prestazioni in campo. Questa è stata una preoccupazione particolare per noi negli ultimi 15 mesi, poiché il COVID ha abbattuto i ricavi di molte società sportive.

L’annuncio della European Super League (“ESL”) ad aprile è stato una sorpresa per noi. In risposta, abbiamo chiesto e abbiamo tenuto incontri con tutti e tre i club (incluso il Celtic, anche se non era un membro dell’ESL). In questi incontri abbiamo espresso il nostro disappunto per il danno reputazionale che Juventus e Manchester United si sono procurati.

Abbiamo chiesto chiarezza sulla loro posizione riguardo all’ESL in futuro. Soprattutto, li abbiamo esortati a tornare a trattative rispettose con tutti i membri della comunità calcistica per lavorare per scopi reciprocamente vantaggiosi. Continuiamo a monitorare attentamente gli eventi man mano che si svolgono, considerando le loro implicazioni per il nostro caso di investimento […]”.

Il secondo azionista attacca la Juve: la risposta del club bianconero

Interpellata dal Financial Times, la Juventus ha confermato che si è tenuto un incontro, ma ha contestato il resoconto delle discussioni con Lindsell Train. «Purtroppo il contenuto dell’incontro sembra molto diverso da quello che è stato riportato», hanno fatto sapere dal club bianconero.

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