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Lino Banfi: “In pandemia mi sono ripreso, avevo smesso di amarmi da 20 anni per un aspetto”

Lino Banfi e la pandemia, l’intervista a ‘TV Sorrisi e Canzoni’

Lino Banfi: “In pandemia mi sono ripreso, avevo smesso di amarmi da 20 anni per un aspetto”. L’attore pugliese parla della sua ‘rinascita’ durante la pandemia in una intervista a ‘TV Sorrisi e Canzoni’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Il ruolo da “grande saggio” sembra cucito addosso a lei…
«Appena siamo entrati in lockdown lo scorso anno, per un po’ ho fatto “il vecchio”. Poi un bel giorno ho chiamato i miei stretti collaboratori dicendo loro che avrei voluto impegnarmi in nuovi progetti. Ho girato due film, “Viaggio a sorpresa” con Ronn Moss e “Vecchie canaglie” con Andrea Roncato e Greg (Claudio Gregori, ndr). Un giorno sono andato in tv da Serena Bortone e visti gli alti ascolti mi hanno chiesto di partecipare come ospite fisso. A me piace molto interagire con i telespettatori».

Una nuova esperienza che si aggiunge alla sua bella carriera…
«C’è di più. Avevo smesso di amarmi da una ventina di anni perché ero ingrassato. Eppure durante la pandemia ho cominciato ad apprezzarmi. Quando mi sono rivisto in vecchi film, ho detto: “Ma io sono bravo, ho lavorato con i più grandi!”. Non mi ritengo bello ma ho buoni lineamenti. In fondo a 20 anni facevo l’attore nei fotoromanzi… Insomma con questo programma ho voluto mettermi nuovamente in gioco».

[…] Che consigli darebbe a un giovane aspirante attore?
«Di indossare i paraocchi, quelli utilizzati dai cavalli. Di tenere duro e fare sacrifici. Ricordo ancora quando dormivo nei treni fermi alla stazione di Milano con il cartone addosso. Quando vedevo i film con Manfredi e Sordi dicevo ai miei compagni di avventura che un giorno avrei lavorato con quegli attori. Loro mi guardavano con compassione, pensando: “Poverino, sarà la fame…”. Poi i miei sogni li ho realizzati tutti».

Nel mondo dello spettacolo si vive di alti e bassi. Cosa si sente di dire a chi, pur famoso, sta lavorando poco?
«A chi è più famoso di me dico che quando, potendoselo permettere, conduceva una bellissima vita, viaggiando e comprando ciò che voleva, io ero a casa in pantofole. Non ho mai fatto follie. Non bisogna abbattersi ma rialzarsi piano piano».

[…] Con i suoi nipoti si comporta come “nonno Libero”?
«Con loro sono presente e disponibile. Ora il mio pensiero è Virginia, la figlia di Rosanna, che sta per sposarsi».

Che raccomandazioni fa a sua nipote Virginia e a tutte le ragazze che sono in procinto di sposarsi?
«Di fare figli altrimenti un domani non ci saranno più “nonni Libero” (sorride)».

E alla nuova generazione?
«A quelli che hanno un’età dai 10 ai 40 anni dico: “Una volta alla settimana, spegnete per dieci minuti cellulare, tablet e pc, e guardate negli occhi i vostri nonni e le persone più care”».

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