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Marco D’Amore: “Security girato prima della pandemia ma è da brividi la considerazione finale”

Marco D’Amore: “Security girato prima della pandemia ma è da brividi la considerazione finale”. L’attore campano parla dei suoi ultimi lavori, un libro (Vesuvio) e il film (Security), e dei suoi primi 40 anni. Di seguito alcuni passaggi dell’ntervista rilasciata a ‘Vanity Fair’.

[…] Che cos’è Vesuvio per lei?
«Un elemento biologico che connatura il mio territorio, che scorre con il suo fluido sotto la nostra terra, sotto i nostri piedi, che condiziona il clima, ma molto più in generale è un pericolo. E la ragione per cui una comunità decida di svilupparsi intorno a un pericolo è molto interessante, la connota anche nei suoi modi più violenti, anche nelle sue passioni più accese. Da qui il titolo del nostro romanzo, una visione passionale, onirica e favolistica della vita. Visione che ci solletica la fantasia allo stesso modo in cui lo fa questo enorme mostro buono che ci auguriamo possa continuare a riposare e a convivere con noi pacificamente».

I protagonisti del romanzo sono Federico e Susy, hanno tredici anni e sono figli di boss.
«Si avvicina all’idea di favola che aveva Sergio Leone. Quando parlava dei suoi film diceva: “la favola è il mezzo per raccontarli”. Ma non la favola che ha come sfondo scenari pittoreschi, ma la realtà. A volte anche cruda, talmente cruda da spingere i personaggi a costruire delle iperboli, fantastiche ma che donano speranza».

Marco D’Amore: “Security girato prima della pandemia ma occhio alla considerazione finale”

[…] Come ci si difende dalla criminalità, o ancora meglio dalla non possibilità di decidere?
«Ci si deve sempre difendere da chi decide per te chi dovrai essere. Qui la vita di Susy e Federico sembra essere segnata da due famiglie criminali che hanno deciso per loro, ma più in generale riguarda una visione contemporanea della vita in cui oggi si fa più fatica a capire e a comprendere orientamenti sessuali diversi, politici, religiosi, e si vuole imporre sopratttutto ai giovani di dover essere in un certo modo o di dover diventare in un certo modo. Quando invece i ragazzi dovrebbero essere lasciati liberi, dovrebbe essere lasciata loro la possibilità di crescere e di diventare gli uomini e le donne che desiderano essere».

[…] Il suo oggi per cosa si accende?
«Io purtroppo ho un’attinenza molto forte per quell’elemento, nel senso che lo sento ribollire dentro spesso, sento anche una frenesia per molte cose che non mi stanno bene, a volte vorrei reagire con molta più veemenza ma cerco sempre una strada un po’ più razionale, più democratica, perché credo che sia l’unico modo per convivere. Venirsi incontro e capirsi».

Marco D’Amore: “Security? Mi sono divertito a vedere Forte dei Marm8 in Inverno”

Security è, invece, ambientato d’inverno in tutt’altro contesto, Forte dei Marmi.
«Mi sono divertito ad allontanarmi dalla prospettiva dell’ameno luogo di villeggiatura, di osservarlo anche molto da vicino in un momento di grande solitudine, di freddo, di buio, di nebbia, quindi inconsueto rispetto all’iconografia del posto. Questo film è tutto tranne quello che sembra, propone una visione diversa delle cose, ma ha bisogno di un’indagine che è quella che compie il mio personaggio, indagine soprattutto emotiva che rompe una sicurezza che non è solo quella delle fortezze, delle telecamere».

[…] E da un anno e mezzo l’emergenza Covid ha cambiato anche le nostre abitudini rendendoci tutti un po’ più insicuri
«A volte un libro, un film, uno spettacolo hanno la capacità di intercettare dei momenti con una lungimiranza pazzesca. Noi abbiamo finito di girare prima del primissimo lockdown e il film si chiude con una considerazione incredibile e allucinante sul rischio che si corre a chiudersi in casa, a non uscire, a non incontrare più nessuno. Queste parole, riascoltate dopo il montaggio e dopo il lockdown, mi hanno fatto rabbrividire e penso che davvero questo sia un messaggio universale, un appello agli esseri umani di tornare a incontrarsi, di non avere più paura l’uno dell’altro, di non avere paura della diversità».

Il 12 giugno compie 40 anni
«Ho da sempre un grande rispetto della vecchiaia. Mi piacerebbe un giorno diventare un vecchio saggio».

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