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La signora Longari ‘caduta sull’uccello’ di Mike Bongiorno: “Frase mai pronunciata, lo fece credere per un motivo”

La signora Longari ‘caduta sull’uccello’ di Mike Bongiorno: “Frase mai pronunciata, lo fece credere per un motivo”. Primo: il suo vero cognome non Longari ma Toro. Secondo: la celebre frase di Mike Bongiorno in realtà non è mai stata pronunciata.

La frase in questione è “Signora Longari, mi è caduta sull’uccello” e la protagonista è Giuliana Toro, Longari è il cognome che acquisì dal marito, da cui divorziò, circa 30 anni fa. Dal 7 maggio al 16 luglio 1970, fu campionessa di Rischiatutto, lo storico quiz del secondo canale Rai condotto da Mike Bongiorno.

A distanza di 41 anni la signora Longari parla di quella frase rivelando il retroscena che c’è dietro quelle parole divenute un vero e proprio cult della televisione italiana grazie soprattutto allo spessore della carriera che ha avuto Mike Bongiorno. In una intervista rilasciata ai microfoni de ‘La Verità’, Giuliana Toro racconta quegli anni che la videro da concorrente a vera e propria star.

La signora Longari ‘caduta sull’uccello’ di Mike Bongiorno: “Avrei potuto lavorare in tv”

“Girava voce che il quiz televisivo era morto. Ma Mike ci credeva, tanto che il pubblico rapidamente si appassionò e il programma, la cui conclusione era inizialmente prevista in maggio, riprese a settembre e andò avanti fino al 1974. “Grazie alla signora Longari” ha sempre detto Bongiorno. Rischiatutto riprendeva, con alcune variazioni, un format statunitense. Era un quiz puro”, rivela l’ex concorrente.

Ma a quei tempi non era così semplice prepararsi: “non c’era un testo di riferimento indicato dagli autori della trasmissione. Ci si potevano aspettare, dunque, domande di qualsiasi tipo. Io studiavo sui libri di Aldo Ferrabino, tre straordinari volumi su Roma antica, devo averli ancora da qualche parte”, spiega.

Era più difficile prepararsi ma i premi avevano un valore di gran lunga superiore a quelli di oggi. Giuliana Toro dopo 11 puntate abbandonò volontariamente la trasmissione vincendo 13 milioni di lire in gettoni d’oro. “E per di più di quello morbido, a purezza 1000, che nei film western verificavano con il morso. Fu una vera fortuna poiché, dopo gli accordi di Bretton Woods, la quotazione dell’ oro fu svincolata dal dollaro e il suo prezzo schizzò in alto. I miei 13 milioni diventarono molti di più, ma “dovetti però pagare 3 milioni di tasse”.

Ma in quegli anni 10 milioni erano comunque un bel gruzzolo che la signora Longari fece fruttare: “Acquistai, attorno al 1972, una casa sulla via Cassia, a Roma nord. Un’ altra parte la conservai in una cassetta di sicurezza. E una terza parte la vendetti a un produttore di leghe per i dentisti”.

Da concorrente a star, dicevamo. Perché all’epoca Giuliana Toro non fu solo la campionessa di un quiz televisivo. “Accaddero le cose più incredibili. Finii sulla copertina di Grazia, tra le donne più famose del 1970, pensi, accanto a Golda Meir (fu la prima donna premier di Israele, ndr). Mi avevano offerto di partecipare a Lady Italia e Lady Europa. Fellini volle conoscermi, forse attratto dalla mia pettinatura anni Quaranta”.

La signora Longari ‘caduta sull’uccello’: “Frase mai pronunciata, lo fece credere Mike”

Alla fine l’ex campionessa ha detto no a tante proposte e adesso ha qualche rimpianto: “Avrei potuto sfruttarle. Ma rifiutavo o fuggivo. Ho preferito stare dietro le quinte. E ho qualche rimpianto. Se mi fossi lanciata, altro che casetta sulla via Cassia. Comunque ho lavorato con RadioRai (…) Mediaset mi contattò, ma tutto era cambiato. Decisi di lavorare alle Teche Rai con Barbara Scaramucci, fino alla pensione, nel 2010”.

Il successo anche dal punto di vista sentimentale, o quasi. “Un signore di Terni mi scrisse di essere innamorato di me alla follia. Arrivò una lettera dei suoi eredi. Era incapace d’intendere e di volere. E poi non ricordo se fosse stato un principe indiano o uno sceicco arabo, che veniva con il suo yacht a Montecarlo per vedere Rischiatutto. Stappava bottiglie di champagne a ogni mia vittoria. Mike non mi ha mai voluto dire il suo nome. Forse per salvare la santità del mio matrimonio”.

Poi il retroscena sulla famosa frase: “Sono certa che questa esclamazione non mi è mai stata rivolta dal presentatore. Aldo Grasso sul Corriere ipotizzò che questa uscita di Mike Bongiorno riguardasse una domanda sull’ Uccello di fuoco di Stravinskij rivolta a una concorrente. Ma puntigliose ricerche fatte nelle Teche Rai non hanno portato ad alcun risultato. Nessuna traccia”.

“Solo molti anni più tardi Mike riconobbe di non aver mai pronunciato quella frase. Mantenere il segreto gli fece comodo, perché la sua figura in Mediaset si basava sulle sue note gaffe. Penso che quella frase sia stata inventata da qualcuno che fabbricava barzellette basate su doppi sensi tra insegnante e alunna. L’ alunna divenne la signora Longari”.

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