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Spettacolo

Dori Ghezzi: “De Andrè amato perché vicino alla gente. Oggi sarebbe stupito di un aspetto”

Dori Ghezzi: “De Andrè amato perché vicino alla gente. Oggi sarebbe stupito di un aspetto”. La cantante parla del marito, il grande cantautore genovese Fabrizio De Andrè, in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

[…] Oggi cosa penserebbe sui temi della diversità?
«Forse sarebbe stupito del fatto che siamo parecchio arretrati rispetto a come stavano andando le cose a quell’epoca. Oggi è in atto una contro tendenza e però, si sa, la vita è fatta così. Ci sono sempre i flussi e riflussi. È tutto lasciato a un’interpretazione soggettiva, la gente sa che esistono certe realtà e ci si aspetta da tutti la responsabilità individuale. Poi ci sono i condizionamenti che arrivano da certe parti, da chi fomenta e devia. Il contrario di quello che pensavano Fabrizio e Don Gallo. L’incontro nasce anche per ricordare lui».

Che rapporto avevate con Don Gallo?
«Fantastico. Di lui Fabrizio diceva: “Lo amo perché non fa niente affinché io mi comporti bene per conquistarmi il Paradiso”. Non ti costringeva alla dottrina, ti lasciava libero di parlare e decidere cosa volevi. Cosa era giusto per te. Come Fabrizio. Don Gallo era il vero prete. Ce ne fossero come lui».

Dori Ghezzi: “De Andrè amato perché vicino alla gente”

De Andrè: il tempo non scalfisce l’amore della gente.
«Al di là dell’opera che ha lasciato, lo amano perché lui è sempre stato umanamente vicino alle persone. Era la sua forza. Non è mai stato giudicante né moralista. Lui diceva delle cose, poi la gente era libera di seguire quel pensiero oppure no. A volte, rispetto alla guerra, al razzismo, sapevamo che il pubblico aveva apprezzato, aveva amato la sua musica. Però diceva: “Non ho convinto nessuno”. E si sentiva sconfitto».

Ne soffriva?
«Molto».

[…] C’è una canzone di suo marito che le è più cara?
«Non molti suoi brani sono autobiografici. Sicuramente ci sono “Amico fragile” e “Ho visto Nina volare”, in cui c’è la sua infanzia. Ma, ne parlavo l’altra sera con un’amica, in tutte le sue canzoni Fabrizio non è mai distante. Tra gli ultimi, c’è lui. Allora, col tempo e involontariamente, mi sono legata sempre più a “Hotel Supramonte”, avevo mantenuto una distanza di prudenza perché questo brano mi riguarda in maniera eclatante, indiscutibile. Fu un’esperienza vera. È costata cara. Ma ne venimmo fuori arricchiti».

Come è stata la sua vita Dori Ghezzi?
«Ricchissima, senz’altro: di incontri meravigliosi. Sono stata molto fortunata. Una predestinata. Anche se, poi, il resto lo metti sempre un po’ anche tu. Non è solo destino».

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