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Malgioglio: “Un foruncolo mi ha cambiato la vita. Amanda Lear? Non mi ha voluto come vicino”

Malgioglio: “Un foruncolo mi ha cambiato la vita. Amanda Lear? Non mi ha voluto come vicino”. Il noto paroliere e opinionista tv si racconta senza peli sulla lingua in una intervista a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Cristiano, che bambino è stato?
«Non ho mai giocato con le bambole».

I suoi genitori?
«Mio padre, Sebastiano, era un imprenditore edile e mia mamma, Carla, una casalinga. Quando loro emigrarono in Australia, andai a vivere con mia sorella Francesca a Genova. Non c’è più mia sorella: se l’è portata via l’artrite reumatoide».

Lei ha anche un’altra sorella.
«Filippa, sì. Ho tanti nipoti e pronipoti, e il mio tormento è che non vado spesso in Sicilia, non li vedo quasi mai».

Com’è che la musica è diventata la cosa più importante di tutte?
«Io avevo studiato Ragioneria, ma non capivo nulla di matematica e partita doppia. Mi iscrissi a Lingue orientali, ma anche il cinese e il giapponese non facevano per me. A Genova iniziai a frequentare l’ambiente dei musicisti: Fabrizio De André, Umberto Bindi, Luigi Tenco. De André fu il primo a pensare che avessi talento, grazie a lui ho firmato il mio primo contratto con una casa discografica. Io, in compenso, gli ho presentato il suo grande amore, la mia cara amica Dori Ghezzi».

Malgioglio: “Un foruncolo mi ha cambiato la vita”

Di lì in poi è stato facile?
«No, ho avuto una vita di sacrifici. I miei sognavano per me il posto fisso alle Poste. D’estate per guadagnare qualche soldino smistavo i telegrammi vicino a Nervi, dove abitava Gino Paoli, perché speravo di incontrarlo. Che periodo orribile, ho sofferto tanto».

Perché?
«Avevo l’acne, mi sentivo un mostro. I foruncoli hanno cambiato il mio destino».

In che modo?
«Per colpa di un foruncolo fui scartato a un provino con Federico Fellini per il film “E la nave va”. Mi aveva visto cantare in tv e voleva incontrarmi. Ma avevo un grosso brufolo sulla guancia, mi sentivo osservato. E feci scena muta».

Ricordiamo gli incontri che le hanno cambiato la vita?
«Mina. Il primo incontro fu disastroso. Frequentava Dori Ghezzi e un giorno la vidi mentre ero con lei: aveva un vestito a fiorellini e mi attaccai alla sua gonna, la pregai di darmi un appuntamento. Me lo diede: “Vieni alle 9 in punto!”. Io arrivai 10 minuti in ritardo e Mina mi rimproverò. Per farmi perdonare, le promisi che avrei scritto per lei i testi più belli, e lei: “È arrivato Chopin!”, rideva come una pazza. Ma poi le canzoni sono arrivate davvero: “L’importante è finire”, “Ancora ancora ancora” e tante altre».

[…] vicine di casa famose?
«Amanda Lear voleva comprare casa nel mio quartiere. Ma quando ha saputo che ci abitavo io ha cambiato idea. Ho scritto per lei “Ho fatto l’amore con me”. Siamo “nemiche-amiche”, come con Boy George».

Anche con lui ha rapporti altalenanti?
«Beh, Boy George è un po’ permaloso. Ma una volta a cena mi ha fatto il complimento più bello di sempre: “Cristiano, sei l’Anna Magnani della musica italiana”. Non so se scherzava o diceva sul serio, ma io prendo e porto a casa».

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