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Preziosi: “Masantonio? Ho avuto la proposta prima di operarmi. Io scartato da una nota serie. E sul gossip…

Preziosi: “Masantonio? Ho avuto la proposta prima di operarmi. Io scartato da una nota serie. E sul gossip…”. L’attore napoletano parla della fiction targata Mediaset della quale è il protagonista, in una intervista rilasciata a ‘Il Fatto quotidiano’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Qual è la prima impressione che ha avuto leggendo il copione di Masantonio?
““Guarda questo che tipo!”, una frase che mi sono sentito dire tante volte. È un personaggio mi ha conquistato subito. Non sono uno da serie lunghe, avevo delle remore però più leggevo la sceneggiatura più l’amavo, tanto che la prima chiacchierata con il regista e lo sceneggiatore è stata risolutiva: mi guardavano con occhi pieni di sorpresa, forse perché non si aspettavano tutta quella mia passione”.

Colpo di fulmine immediato, insomma.
“No, direi piuttosto che centra la capacità camaleontica di entrare alla velocità della luce nei personaggi che amo. Per altro, quando mi arrivò la proposta, era un momento particolare della mia vita”.

Perché?
“Mi diedero la sceneggiatura da leggere a marzo del 2019, pochi giorni prima che mi operassero alle corde vocali. Trovarono una piccola cosa che sarebbe potuta diventare qualcosa di più serio. E così mi hanno subito operato”.

Preziosi: “Masantonio? Proposta arrivata in un momento particolare della mia vita”

La voce è lo strumento dell’attore. Ha avuto paura?
“Sapevo che si trattava di una cosa piccola. Ma è stato un passaggio che ha cambiato certe mie abitudini: fumavo molto, mangiavo in maniera sregolata in tournée. Di quei giorni ricordo i momenti di silenzio obbligato dopo l’intervento: lavorare su me stesso, cedere all’introspezione, è stato naturale”.

[…] Le è dispiaciuto che Mediaset mandasse in onda la serie in estate, penalizzando di fatto gli ascolti?
“Non mi metto a criticare le scelte aziendali. Però questa serie è un progetto in cui credo molto, ci abbiamo creduto tutti: la scrittura è potente, il livello del cast è alto, la storia ha un’evoluzione imprevedibile. Mi avrebbe fatto piacere se l’avessero messa a disposizione di una platea più ampia”.

[…] A proposito di politica: suo nonno e suo padre erano democristiani ed entrambi sono stati sindaci di Avellino. Che rapporto ha con la politica?
“Ero uno del Vomero, con un papà di destra, dunque tutti davano per scontato che lo fossi anche io. Poi ho frequentato ambienti in cui eri considerato di sinistra se indossavi i pantaloni di velluto e le Clarks. Quando ho voluto capirne di più e uscire dagli stereotipi, è scoppiata Mani Pulite e la politica è crollata. Ecco, oggi mi sento un terremotato della politica: la seguo molto ma sono ideologicamente abbastanza impreparato”.

Preziosi: “Masantonio? Ho subito pensato: guarda che tipo!”

Scenderebbe in politica?
“Per farla ci vuole grande responsabilità, affidabilità e tenacia. Se mai la dovessi fare, la farei con la stessa solennità con cui faccio il mio lavoro”.

La sua carriera era segnata: nonno e papà avvocati penalisti, i suoi fratelli seguono quella strada, lei pure e si laurea con 110 e lode in Giurisprudenza.
“Ma già avevo in mente un altro percorso per eludere il piano lavorativo e non finire nello studio di famiglia. Feci l’Erasmus a Leon, in Spagna, approfondendo il diritto comunitario, poi mi laureai specializzandomi in diritto internazionale. Tra i miei obiettivi c’era quello di trasferirmi a Bruxelles. Giochi del destino: il 23 luglio sarò lì a recitare Dante, all’Istituto italiano di cultura”.

[…] C’è un no di cui si pente?
“Ero in tournée con lo spettacolo Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco e per diverse di circostanze rifiutai un provino con Paolo Sorrentino per la serie The Young Pope. Magari non mi avrebbe preso, ma anche solo due pose con un regista così importante sarebbero state un’occasione che mi sarei voluto giocare”.

Preziosi: “Masantonio in Estate? Non critico scelte aziendali”

C’è un provino non passato che le ha lasciato l’amaro in bocca?
“Tanti. Di recente quello per un ruolo nella serie ispirata Il talento di Mister Riplay, che girano anche a Cinecittà. Non mi hanno preso, hanno scelto un altro attore. Ma non la considero una sconfitta, perché ogni attore è abituato a stare sulla linea del pericolo”.

[…] Che effetto le fa la popolarità?
“Essere fermati ogni venti metri non è piacevole se sei arrabbiato o hai i tuoi pensieri per la testa. Oggi sono più morbido rispetto a un tempo ma la mania dei selfie non la capisco: la foto spesso non ha un valore per chi la chiede ma diventa un trofeo da mostrare agli altri. Preferisco fermarmi a chiacchierare che a trovare l’angolatura o la luce giusta per uno scatto”.

È più allergico al gossip o ai social?
“Il gossip lo trovo una cosa da menti piccole: per me farsi i cazzi degli altri è uno sport incomprensibile. “Fa parte del tuo mestiere, fattene una ragione”, mi dicono gli amici. Io non l’ho mai considerato un metro di misura della mia carriera ma penso sia uno spreco di energie per chi ti fotografa – che sta ore appostato a cercare il nulla – e per chi si inventa cose”.

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