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Spagna-Italia, Lineker stronca gli azzurri: “Catenaccio o’ clock”. E Piccinini ‘risponde’

Spagna-Italia, Lineker stronca gli azzurri: “Catenaccio o’ clock”. E Piccinini ‘risponde’. L’Italia supera la Spagna ai calci di rigore e stacca il pass per la finale di Londra in programma per domenica prossima. La squadra di Mancini riesce a tenere botta al gioca degli iberici e passa in vantaggio a metà ripresa con un gol di Federico Chiesa. Ma la Spagna risponde con Morata che si infila tra le maglie dei suoi compagni di squadra alla Juve e agguanta il pareggio.

Ai supplementari la squadra di Roberto Mancini subisce le scorribande degli uomini di Luis Enrique ma riesce a tenere botta arrivando ai rigori. Locatelli sbaglia il primo rigore per l’Italia ma Dani Olmo, in assoluto il migliore in campo della gara, fa altrettanto ristabilendo la parità. Poi segnano tutti tranne Morata e l’Italia va in finale.

Ma il gioco degli azzurri di Mancini non è piaciuto a tutti, in particolare a Gary Lineker, bomber di Messico 86. L’ex attaccante su Twitter esprime subito la sua opinione ed etichetta quello dell’Italia cin il più classico luogo comune: il catenaccio. “So Italy score first with a superb finish from Chiesa. Cattenacio o’clock” (L’Italia segna con Chiesa e poi si chiude con il catenaccio), scrive.

Spagna-Italia, Lineker stronca gli azzurri

Alle accuse sull’atteggiamento difensivo degli azzurri da partedell’ex attaccante inglese, ora commentatore tv, ‘risponde’ Sandro Piccinini parlando ai microfoni di Sky Sport nel post gara: “Passerà l’idea che la Spagna ha giocato meglio. Semplicemente abbiamo giocato un calcio diverso. Il calcio è tattica, tecnica, fisico.

È importante fare gol, altrimenti è teoria. Loro hanno mantenuto il possesso palla, noi verticalizzando abbiamo avuto più occasioni. Non è solo una questione di “fortuna” passare il turno con i tiri dagli undici metri: “I rigori sono un gesto tecnico e psicologico, sono elementi sostanziali…”.

Donnarumma conferma: “La parata sul tiro di Morata dagli undici metri? L’ho studiato, poi c’è anche l’istinto”. Il ct Mancini rende omaggio agli avversari: “Sono i maestri del possesso palla, ci hanno messo in difficoltà, nonostante questo abbiamo avuto molte occasioniSapevo che questi giocatori potevano fare buone cose. Nonostante tanti ci credessero poco”.

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