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Anna Mazzamauro: “Io brutta? C’è un’altra definizione per me. Villaggio uno snob, ecco perché non volle la mia amicizia”

Anna Mazzamauro: “Io brutta? C’è un’altra definizione per me. Villaggio uno snob, ecco perché non volle la mia amicizia”. L’attrice ripercorre le tappe più significative della sua carriera in una intervista a ‘Lubero quotidiano’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Quarantacinque anni fa, Villaggio la indicò al regista Luciano Salce come la perfetta identificazione della bruttezza. E il truccatore aggiunse di non aver bisogno di intervenire. Questo non le ha mai dato fastidio?
«Mi ha assicurato un grande successo. E mi ha fornito un ideale trampolino di lancio per portare in scena pregi e difetti, anche attraverso le nefandezze della Silvani. Ma rifiuto la definizione di brutta. È riduttivo, volgare, cretino. Come abbiamo già rilevato all’inizio della conversazione, sono atipica».

Ma com’era davvero la Silvani, la donna che aveva fatto innamorare pazzamente Fantozzi?
«Un’autentica stronza. Per la quale non si poteva neppure applicare la giustificazione un tempo usata per le racchie, vale a dire “è bella dentro”. E come ogni stronzo non si rendeva neppure contro di esserlo. È quella che sputazza nella scatoletta del rimmel, un gesto che avevo inventato io, sul set, non c’era nel copione».

Anna Mazzamauro: “Io brutta? No, atipica”

E Villaggio? Nella vita reale era antipatico come alcuni sostengono?
«Ammorbidisco la teoria. Diciamo che era uno snob. Ma appena un filo. Quando gli chiesi perchè dopo tanti anni di lavoro condiviso non ci frequentavamo come amici, lui mi rispose: “Perchè io frequento solo persone ricche e famose”. Ci trovammo insieme in tv, intervistati da Barbara D’urso, e lei gli chiese come mi aveva scelta. Lui rispose: “Come avrai scelto un cesso”. Io ribattei dicendo che gli aveva fatto comodo usarlo, quel cesso. Ciò non intacca quello che Villaggio aveva dentro. Un grande cervello e una vastissima cultura. Nel corso dello spettacolo leggo i suoi racconti».

Gli piacevano le donne. E lui piaceva alle donne anche se non era un bell’uomo?
«Nel mondo del cinema le ragazze, e anche le loro madri, trovano affascinante chiunque sia disponibile a dar loro una spintarella. Succede ancora oggi, anche se non lo dicono per via dell’emancipazione, in base alla quale non si dovrebbe ricorrere a certi vecchi trucchetti. Ma si fa sempre».

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