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Carla Gravina: “Gian Maria Volonté? Un inferno, io tradita e abbandonata. E con mia figlia ho perso tutto”

Carla Gravina: “Gian Maria Volonté? Un inferno, io tradita e abbandonata. E con mia figlia ho perso tutto”. L’attrice icona del grande cinema italiano, compie 80 anni e si racconta in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

La Maddalena l’isola di Volonté, ci passava l’estate andando a vela. Ricordi belli?
«A quei tempi, metà anni Settanta, tra noi era già finita. Ma siamo rimasti in buoni rapporti. Giovanna adorava suo padre, lui adorava il mare, andavamo in barca insieme. Io non sapevo nuotare, lui mi gridava: buttati che ti tengo. Ci sono cascata, mi sono buttata e lui mi ha lasciata andare sotto. Risalita in barca, gli ho mollato due schiaffi».

Un amore che le è costato caro. Ne valeva la pena?
«Altroché. Gian Maria mi ha fatto patire le pene dell’inferno, mi ha tradita, mi ha mentito, si è comportato malissimo. Ma è stato e resta l’amore della mia vita. Non il solo, ma il più grande sì».

L’incontro nel ’60 a Verona, in scena come Romeo e Giulietta. Un segno del destino?
«Di tutti i ruoli quello che Gian Maria mai avrebbe voluto fare era Romeo. Si vergognava a dire quelle “smancerie”, sotto sotto era un timido… Lui voleva essere Mercuzio, il ribelle. Ma Franco Enriquez, regista dello spettacolo, aveva stabilito così».

Carla Gravina: “Gian Maria Volonté? Un inferno, io tradita e abbandonata”

Come andò?
«Alle prove lui doveva prendermi la mano, guardarmi negli occhi. Io mi sentivo rimestare dentro, lui diventava tutto rosso. Finché ci siamo baciati. È stato un precipizio d’amore, un anno dopo è nata Giovanna».

Cosa voleva dire essere una ragazza madre ai tempi?
«Nel ’61, in quell’Italia bigotta e democristiana, mettere al mondo un figlio fuori dal matrimonio, peggio con uno sposato, era inaccettabile. Ragazza madre, scandalo, da mettere al bando. E così, nonostante i film con Monicelli, Lizzani, Comencini, di colpo mi si chiusero le porte. Il contratto d’oro per sette anni con Dino De Laurentiis, i Caroselli in tv… Tutto cancellato. Mi avevano avvertita, ti giochi la carriera, ma mai ho pensato: non la tengo. Quando ho detto a Gian Maria che ero incinta, i suoi occhi si sono riempiti di lacrime, mi ha abbracciata stretta. La cresceremo insieme, mi sono detta. Mi sbagliavo».

Cosa è successo?
«Che non fosse fedele lo sapevo, ma una sera l’ho beccato che si sbaciucchiava con l’attrice Mirelle Darc. Mi aveva detto che usciva per andare al sindacato… L’ho mollato, lui non l’ha mandata giù. Quando gli ho chiesto di aiutarmi a mantenere nostra figlia, che aveva solo 6 anni, mi ha risposto con una sola parola: no. Il compagno Volonté… Potevo rovinargli la vita. Mi sono detta, ce la farò da sola. È stata dura, sono arrivata a impegnare i gioiellini che avevo. Ma non rimpiango nulla».

Altri amori?
«Omar Sharif. Anche lui caratteraccio, ma io da leonessa gli tenevo testa. Liti furibonde, furibonda passione. Una sera a Parigi abbiamo incontrato Jeanne Moreau, con cui avevo girato Jovanka e le altre. Si è fiondata su Omar e mi ha detto: sei fortunata a stare con lui. Penso valga altrettanto per lui, ho risposto».

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