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Placido Domingo: “Accuse di molestie? C’è stato un grande equivoco. Ho chiesto scusa per un motivo”

Placido Domingo: “Accuse di molestie? C’è stato un grande equivoco. Ho chiesto scusa per un motivo”. Placido Domingo e le accuse di molestie, il noto tenore spagnolo ne parla in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

[…] Ha compiuto 80 anni. Come vive questo passaggio?
«Ancora non lo credo. Grazie a Dio, ho ancora la forza, lo spirito e la voce per continuare a lavorare. Forse non faccio più tutto quello che mi chiedono, però posso scegliere. Lavoro in modo diverso. Al momento direi che per il 70% canto, per il 30% dirigo. Probabilmente in futuro dirigerò di più, ma per fortuna la voce ancora non mi lascia. E questo mi rende felice».

Qual è il suo primo ricordo musicale?
«I miei genitori erano cantanti di zarzuela. Mia madre mi raccontava che avevamo appena ascoltato un pezzo, El Caserio, una celebre zarzuela basca. Avrò avuto 5 o 6 anni. E quando sono uscito, cantavo la melodia dell’ouverture: pam pam, rira rira rira rira ri, pam pam rira rira rira ra. Ma il primo vero ricordo di canto è di un giorno nel quale ero al pianoforte. Avevo 15 anni. Mi accompagnavo in una romanza che canto spesso La del soto del parral. Quando ho finito mia madre piangeva: “Non puoi immaginare come stai cantando”, mi disse».

Placido Domingo: “Accuse di molestie? C’è stato un grande equivoco”

Cos’è la musica per lei?
«È come il cibo e l’acqua. Non posso farne a meno. Poi c’è il resto, l’intellettualità, l’arte. Ma semplicemente non posso pensare e capire una vita senza musica».

[…] Lei ha paura della morte?
«Si. Tutti pensiamo a come sarà quel momento. Io vorrei avere accanto a me la mia famiglia, avere la forza di poter dire ho vissuto abbastanza e che devono essere felici. E poi addormentarmi. Ma non sappiamo. Il grande passo, il grande mistero arriverà».

Lei ha presentato delle scuse verso le persone che le hanno lanciato accuse di molestie. È stata un’ammissione di colpevolezza?
«C’è stato un grande equivoco. Chiedere scusa per me è un atto di rispetto dovuto di fronte a qualsiasi evento che possa creare disagio al prossimo. Ma sul resto, come ho detto sin dall’inizio, ribadisco che non ho mai abusato di nessuno, né di una donna, né della posizione dei miei incarichi. Ricordo che le due uniche indagini indipendenti condotte nei miei confronti negli Usa si sono concluse senza riscontrare alcun abuso. Tra poco saranno passati due anni. Io dico che può bastare».

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