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Lucrezia Lante della Rovere: “Da Malagò scappai come Willy il coyote. Io soddisfatta? Assolutamente no!”

Lucrezia Lante della Rovere: “Da Malagò scappai come Willy il coyote. Io soddisfatta? Assolutamente no!”. L’attrice si racconta ripercorrendo le tappe più significative della sua vita in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

[…] Prima modella poi attrice…
«Volevo emanciparmi, essere autonoma, autosufficiente, guadagnare i miei soldini e affrancarmi dalla famiglia. Fare la modella era la cosa più facile: ero carina, magra, ero dotata di un certo portamento… Tuttavia sapevo che, essendo una tipa inquieta, non avrei fatto la modella a vita, era un passaggio per approdare ad altro.

Infatti poi arrivò l’occasione giusta: Mario Monicelli cercava una ragazza che conoscesse le lingue e sapesse andare a cavallo, mi scelse per Speriamo che sia femmina. Ben presto ho capito che raccontare delle storie era per me la strada giusta, pane per i miei denti».

[…] Però non ha frequentato scuole, accademie per attori, giusto?
«No ma Luca, grande attore e regista, mi ha insegnato molto. Quando ci siamo messi insieme, lui a 36 anni era già famoso: era bello, trasgressivo, intelligentissimo, già antipatico a tutti. Avevo dieci anni di meno, ero acerba e pazza di lui, lo stavo ad ascoltare con la mascella che mi cascava, a bocca aperta, ma era durissimo, severo…

Diceva che ero dotata di un mondo emotivo, di grande sensibilità che lo affascinava, ma altrettanto priva di tecnica. Mi scritturò per lo spettacolo Oleanna di David Mamet e mi fece studiare tantissimo, non solo il copione… Mi costringeva a tenere una matita in bocca fino allo sfinimento per migliorare la dizione e poi si inventava dei trucchetti quando ci trovavamo in palcoscenico. Era pericoloso».

Lucrezia Lante della Rovere: “Da Malagò scappai come Willy il coyote”

Per esempio?
«Se non era convinto della mia recitazione, se non la sentiva vera, con il pubblico presente in sala, era capace di uscire improvvisamente di scena, per andarsi a nascondere dietro le quinte… Creava il panico, mi mollava da sola, mi portava sull’orlo del precipizio, lui sapeva come farlo e, data la sua esperienza, mi costringeva a reagire, conducendomi dove voleva… Un escamotage anche per sconfiggere la ripetitività delle repliche».

Intanto, precedentemente, lei era già diventata mamma…
«Quando ho conosciuto Giovanni (Malagò, ndr) avevo 21 anni e abbiamo fatto subito due gemelle, Vittoria e Ludovica. Anche lui era un tipo deciso e mi interrogava spesso sul mio futuro, su ciò che volevo fare. Io rispondevo che non lo sapevo, che mi sentivo una zingara scappata di casa, la buttavo sul ridere… Ma quando una volta gli chiesi: perché tu lo sai cosa vuoi diventare? Lui rispose serio: sì, il presidente del Coni. Aveva solo 28 anni!».

Idee chiare e determinazione…
«Accipicchia! Tanta determinazione e stabilità, forse troppa. Tanto che poi da Giovanni sono scappata a gambe levate come Willy il coyote».

Attrice affermata, tra cinema, teatro e televisione: è soddisfatta?
«Assolutamente no. Oltretutto detesto rivedermi, sono molto esigente, inflessibile, non mi piaccio quasi mai e do anche poca soddisfazione a chi lavora con me, tanto che i colleghi mi dicono: a Lucre’, e dattela una carezza ogni tanto… Eppure non ci riesco, sono ipercritica e mi prendo in giro da sola per i miei difetti».

È la voglia di migliorare sempre?
«Certo e anche di cimentarmi in ruoli diversi. Per esempio, mi capitano quasi sempre personaggi drammatici, tormentati, mentre mi piacerebbe affrontare una commedia dove possa emergere la mia indole, che è frizzante, allegra, per sfruttare il mio lato brillante».

[…] Lucrezia che madre è stata?
«Una madre ragazzina, sono cresciuta insieme alle mie figlie, che ovviamente hanno fatto le spese della mia inesperienza. I figli hanno bisogno di punti fermi, solidi, io cercavo di essere una brava educatrice, a volte mi inventavo di essere persino severa, ma ero ansiosa, spaventata dal fatto di non riuscire a essere una brava madre. Anche perché col mio mestiere, tra set e tournée, sono sempre stata in giro. Però per fortuna ho due bravissime figlie, che non fanno le attrici… E mi hanno dato quattro nipotini: tre femmine e un maschio».

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