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Spettacolo

Claudio Cecchetto: “Tormentoni estivi? Solo uno ha tutte le caratteristiche”

Claudio Cecchetto: “Tormentoni estivi? Solo uno ha tutte le caratteristiche”. L’ex dj, oggi produttore discografico, dice la sua sui brani che hanno fatto da colonna sonora di questa Estate, in una intervista a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Cecchetto, chi ha vinto la sfida dei tormentoni?
«La verità? Ora sono tanti “tormentini”… non come un tempo quando tutte le radio puntavano sullo stesso cavallo, come “La canzone del capitano” di Dj Francesco (che Cecchetto produsse nel 2003, ndr). E poi ci sono i tormentoni “a target”».

In che senso?
«Per i giovanissimi ci sono i Måneskin: è un pubblico che non si accontenta della canzone, vuole il look, lo spettacolo. E poi c’è il tormentone pop, come “Mille”. Sono canzoni più trasversali, ma è impossibile che ai giovani interessino davvero: per loro Fedez e Achille Lauro sono già troppo adulti, figuriamoci Orietta Berti!».

Però è una bella trovata.
«Bisogna riconoscere anche che l’idea l’aveva già avuta quattro anni fa Rovazzi duettando con Gianni Morandi in “Volare”».

Coinvolgere le “vecchie glorie” è già una moda?
«Penso che siano episodi isolati, piaciuti perché efficaci. Non credo che ora i produttori si mettano a dire: “Trovatevi un artista vintage altrimenti non vendete!”».

[…] Ma ci sarà stato almeno un tormentone degno dei bei tempi.
«L’unico che ne ha tutte le caratteristiche è “Bongo cha cha cha”: il tormentone non può essere solo da cantare, deve stimolare in qualche modo il movimento del corpo, ispirarti una coreografia. Ecco, “Bongo cha cha cha” è un tormentone al 100%, anche se tutti lo chiamano “Vongola”».

Oggi il più ascoltato in radio è Marco Mengoni.
«Il suo singolo è quello che chiamo un “tormentone alla lunga”, è partito piano, qualcuno ha provato a criticarlo, ma poi come le vere canzoni di successo ha conquistato tutti. Con le sue sonorità Anni 80-90 è una boccata d’aria fresca per non annegare in un mare di reggaeton (ride)».

Claudio Cecchetto: “Tormentoni estivi? Bongo cha cha cha ha le caratteristiche”

[…] Le discoteche chiuse hanno cambiato le regole?
«Mi spiace tanto per un settore che è stato penalizzato così tanto dalla pandemia. Ma non c’è mai stata così tanta musica in giro, dai “chiringuiti” ai ristoranti dove dopo una certa ora si balla sui tavoli. Una volta c’erano solo i jukebox…».

[…] Suo figlio Leonardo anni fa incise anonimamente un pezzo che diventò virale sul web, “Le focaccine dell’Esselunga”. Mi racconta come andò?
«Aveva fatto per gioco questo pezzo inviandolo agli amici su WhatsApp, e si fecero due risate. Erano gli anni dell’esplosione della trap, ma il suo brano era molto meno serioso. Poi una sera a cena lo vidi turbato…».

Cos’era successo?
«Qualcuno aveva pubblicato il suo pezzo su YouTube. E io gli dissi: “Bene! Così se piace te lo riprendi, se non piace nessuno ti criticherà” (ride). E invece continuò a macinare visualizzazioni, girammo anche un video».

[…] Dopo 40 anni è ancora il tormentone dei tormentoni in decine di villaggi e miniclub.
«Da disc jockey volevo fare un pezzo dance tutto mio, ma ero stonato. Così ho creato un gioco sul mio supporto preferito, il disco. E trovo che sia naturale che un gioco duri più di una canzone».

[…] esiste una formula per il tormentone perfetto?
«È come chiedere alla Coca-Cola la formula della Coca-Cola: se anche la conoscessi, non ve la direi (ride). Ma una cosa è certa: il tormentone è come il tartufo. Se tutti sapessero dove spunta, tutti lo troverebbero. E non avrebbe più valore. Noi produttori dobbiamo essere così: dei bravi cani da tartufo».

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