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Jessica Chastain: “In Italia mi sento a casa. Qui c’è una usanza che mi ha stupito ed è favolosa”

Jessica Chastain: “In Italia mi sento a casa. Qui c’è una usanza che mi ha stupito ed è favolosa”. La produttrice è protagonista di “Scene da un matrimonio”, la mini serie in onda dal 20 settembre su Sky e Now, parla del Belpaese, e non solo, in una intervista a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Suo marito GIan Luca è italiano e qui a Venezia lei ha detto che ama la nostra cultura. Come l’ha conosciuta, in particolare?
«All’ inizio non capivo l’ italiano. Mio marito mi portava qui e mi faceva visitare luoghi diversi. Pian piano ho scoperto il cibo, l’ architettura, le bellezze naturali… Oggi in Italia mi sento a casa. Per me è il posto migliore per ricaricarmi. A proposito: la cosa che mi ha stupito di più è l’usanza del “sonnellino” pomeridiano dopo un grande pasto. È una cosa che io non facevo da quando ero una bambina piccola. L’ idea di poter partecipare a un pasto sontuoso e poi semplicemente farsi una dormitina è favolosa per me».

Cos’ è per lei una famiglia?
«Non penso che la famiglia sia definita da un rito o da una istituzione. Penso che per ogni persona la parola “famiglia” può avere significati diversi. Per me è avere un legame molto forte con qualcuno. Per esempio: io e Oscar Isaac siamo famiglia. Ci siamo incontrati a scuola, eravamo studenti. Siamo amici da tempo, sappiamo cosa ci fa ridere e cosa ci fa soffrire. Era quello che serviva per rendere credibile la nostra coppia sullo schermo. Sul set sembrava che ci leggessimo nel pensiero e a volte volevo gridargli “esci dalla mia mente!”. C’è una intimità che si sente, un’atmosfera quasi voyeristica, come se  ci spiassero in un momento privato. Era quasi doloroso da girare».

Jessica Chastain: “Italia? C’è una usanza che mi ha stupito”

[…] In un’epoca in cui molti sono ossessionati dal “non ferire la sensibilità altrui”, al punto da voler censurare film e opere “problematiche”, la frase “a volte bisogna far soffrire per arrivare alla verità” è controcorrente. Coraggiosa.
«Non dico che sia giusto ferire di proposito i sentimenti altrui. Dico però che non puoi sentirti responsabile di come reagirà l’ altro e di cosa sentirà, se stai onestamente cercando la verità. Non dipende da noi se gli altri si sentiranno offesi o no. Attenzione, non sto dicendo che bisogna essere crudeli; tutto quello che pensiamo può essere detto con tatto e in maniera rispettosa. Ma dobbiamo avere l’ onestà di dire la nostra verità».

Una volta mettere al primo posto i propri sogni era definito egoismo. Oggi è il valore supremo. Se ne parla anche nella serie. Sacrificarsi per gli altri o liberarsi da ogni legame… qual è la soluzione?
«Qualsiasi scelta porta con sé un prezzo da pagare. Fare questa o quella scuola, questo o quel lavoro, stare con questa o quella persona… È come in “Sliding doors”. A ogni scelta dici addio a un’altra versione di te. Ma io sono ottimista, positiva, e quindi penso che sia bello così: il mondo è pieno di possibilità. E non deve per forza guidarti l’ egoismo. A me, per esempio, rende felice vedere gli altri felici».

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