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Aida Yespica: “Io violentata a 7 anni avevo rimosso, poi quell’episodio. Non vedo mio figlio da 2 anni”

Aida Yespica: “Io violentata a 7 anni avevo rimosso, poi quell’episodio. Non vedo mio figlio da 2 anni”. Il drammatico racconto della modella e showgirl venezuelana in una intervista a ‘Libero quotidiano’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.

[…] «In questo momento ciò che mi sta mancando di più è mio figlio Aron, a causa del Covid sono due anni che non riesco a vederlo. È a Miami con suo padre, ma sia per problemi con il passaporto che per la pandemia ormai è tanto tempo che non lo abbraccio, anche se ci sentiamo spessissimo».

La nascita di tuo figlio ha anche coinciso con un momento difficile della tua vita.
«Ho sofferto di depressione post-partum ed è stato un periodo faticosissimo. In più c’è stata la separazione con Matteo, che ha provocato ancora di più dei dolori e delle grandi delusioni»

Me ne vuoi raccontare una?
«Io e Matteo siamo dovuti andare in tribunale, perché inizialmente lui non voleva che io frequentassi Aron. È stata molto dura, ma alla fine la giustizia ha dato ragione a me, vedendo quanto amore e dedizione davo a mio figlio. Oggi posso dire che tra me e Matteo c’è un rapporto civile».

Aida Yespica: “Io violentata da bambina da un amico di famiglia”

[…] Jorge, questo era il nome del papà, riapre una ferita che porta ancora dentro in modo indelebile.
«Sembrava che mio padre si aspettasse di morire. Avevo diciassette anni e vivevamo a casa di mia zia, in quanto la nostra era stata spazzata via dalla piena del fiume sulla cui riva era stata costruita. Mio papà non voleva che mi allontanassi troppo in quei giorni e mi continuava a dire “e se non sto bene cosa faccio?…”. Pensa che ero da poco ritornata dall’Italia proprio perché capivo che stava male».

E che cosa accadde?
«Mi arrivò una telefonata in cui papà non respirava, sono corsa da lui e l’ho visto morire. Ricordo di essere uscita dalla casa di mia zia urlando come una pazza in cerca di aiuto, ma non ci fu più nulla da fare. Papà se n’era andato. Devo dire che oltre al lutto, ci fu un fatto gravissimo che mi segnò ulteriormente».

Quale?
«Quando mio padre morì la mia famiglia mi mandò via da casa, e io dovetti andare a vivere da una amica in una favelas. Non avevo nemmeno i soldi per pagare i funerali e iniziai a lavorare di notte in un bar anche per cercare di tornare in Italia a fare la modella».

Aida Yespica: “Io violentata a 7 anni. Non vedo mio figlio da 2 anni”

[…] Come nacque la tua professione di modella?
«In un autobus e casualmente. Un giorno un passeggero salito sul mio stesso autobus mi fermò, dicendomi che ero molto bella e che avrei potuto fare la modella. Mi diede il numero della sua agenzia, e così iniziai».

Quando sei arrivata in Italia la prima volta?
«Era il 1999 e arrivai a Milano. Era un periodo bellissimo anche se molto faticoso, perché facevo anche venti casting al giorno. Mi ricordo che vivevamo in una casa assieme ad altre modelle, in zona San Siro».

Nel mondo del lavoro hai mai subito violenza? (Ancora una volta la voce di Aida si interrompe, come a non voler rispondere).
«Sono sempre stata rispettata nel mondo del lavoro e mai nessuno e andato oltre al corteggiamento. Però c’è una cosa che mi fa ancora oggi molto male, ed è lo stupro che ho ricevuto quando avevo sette anni da un amico di famiglia che veniva sempre a casa da noi. Pensa che è tale il dolore che avevo rimosso totalmente quel momento, finché nel 2016 una mia amica mi racconta di una sua violenza subita»

E che cosa succede?
«Che piano piano riaffiora alla mia memoria quel momento orrendo. Ricordo tutto, il suo odore, la sua corporatura, era un uomo con una vistosa gobba, le sue mani che toccavano e accarezzavano…». Si interrompe, Aida, e non riesce andare avanti: quel ricordo è troppo forte da poter essere completamente raccontato.

Aida Yespica: “Io violentata a 7 anni avevo rimosso, poi quell’episodio”

[…] La tua carriera in Italia e’ ricca di esperienze. Lele Mora in quegli anni era il deus ex machina dello show-biz. Che rapporto hai avuto con lui?
«Lele è sempre stato straordinario con me, lo considero un vice padre. Mi è stato vicino nei miei momenti difficili, come io ho fatto con lui. Ci vogliamo molto bene e, anche adesso, ci sentiamo».

Tra tutti i programmi televisivi che hai fatto, quale ricordi con maggiore piacere?
«Il Bagaglino è stata una esperienza straordinaria. Essere a teatro accanto a due “mostri” della comicità come Leo Gullotta e Oreste Lionello è stato davvero entusiasmante e mi ha insegnato molto. Poi non posso non citare “L’isola dei famosi” condotta da Simona Ventura».

 Lì ci fu la famosa litigata con Antonella Elia…
«Antonella aveva il vizio da una parte di fingere amicizia e dall’altra di parlar male di tutti. A un certo momento non c’ho visto più e le ho tirato una sberla».

Avete fatto pace?
«Ci siamo chiarite. ma siamo molto diverse».

Hai fatto anche del cinema. Chi ricordi con piacere?
«Christian De Sica, un gran signore, un uomo di classe ma anche molto divertente».

[…] Adesso che periodo stai vivendo?
«Sono molto serena e da poco sto vivendo una bella relazione con Mirco Maschio, un imprenditore di Padova. È avvenuto tutto molto velocemente, ma ho deciso di venire a vivere subito nella sua città».

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