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Spettacolo

Claudia Schiffer: “Negli anni 80 noi modelle come rockstar. Un episodio mi ha cambiato la vita”

Claudia Schiffer: “Negli anni 80 noi modelle come rockstar. Un episodio mi ha cambiato la vita”. La top model tedesca è la curatrice della mostra “Captivate! Fashion photography from the 90s” al museo Kunstpalast di Düsseldorf. Dove attraverso le fotografie-icona dei più grandi fotografi dell’epoca viene ripercorsa un’epoca mitica che ha visto la nascita delle Supermodelle. Claudia Schiffer ne ha parlato in una intervista a ‘Di Lei’, inserto de ‘La Repubblica’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Instagram è zeppo di post sulla moda di allora (anni ’80 ndr), perché c’è ancora tanto interesse?
“È stato negli anni 90 che la moda è penetrata davvero nella società, modificandone aspetti e costumi. Penso al Gucci di Tom Ford o alle foto di Kate Moss per Calvin Klein: mondi diversi ma altrettanto influenti. Mtv ha iniziato a trasmettere programmi a tema attirando l’attenzione dei più giovani, mentre nell’editoria si sono moltiplicate le riviste alternative, di nicchia, e in parallelo sono esplosi i fenomeni delle top model e dei designer superstar. Era un periodo frenetico”.

[…] Ripensando a quel periodo, cos’era per lei più spiazzante?
“Era follia. Noi modelle eravamo come rockstar, avevamo bisogno della security anche solo per salire in auto. C’era chi faceva dei buchi nelle tende dove sfilavamo per fotografarci mentre ci svestivamo, tanto che i backstage erano pieni di bodyguard. Io ne avevo pure per la mia biancheria: per indossare i look degli show la toglievo e la lasciavo accanto ai miei vestiti, e sistematicamente dopo non la trovavo più!”.

[…] Quando s’è resa conto del suo successo?
“Proprio per quel profumo (Guess ndr) avevo fatto un tour nei vari department store negli Stati Uniti, comparendo pure nei talk show di Jay Leno, Oprah Winfrey e David Letterman. Finito tutto, qualche mattina dopo ero nell’ascensore del mio condominio a New York, ancora mezza addormentata, spettinata e senza trucco: sale un tizio, che mi guarda e sbotta, ‘Ma sei la ragazza Guess!’. Ecco, lì ho capito che la mia vita era cambiata per sempre”. 

Claudia Schiffer: “Negli anni 80 noi modelle come rockstar”

[…] Uno dei suoi shooting più famosi è quello fatto a Roma, con la città bloccata dai suoi fan.
“1995, campagna per Valentino, foto di Arthur Elgort. L’ispirazione era La dolce vita, con me nel ruolo di Anita Ekberg. Per tutto il giorno avevamo attirato sempre più curiosi, finché proprio come nel film ci siamo ritrovati inseguiti dai paparazzi. Il momento più surreale? Per uno scatto mi sono affacciata a un balcone salutando la folla sottostante, e la gente ha iniziato a scandire il mio nome tipo cori allo stadio”.

Il manifesto della sfilata è una foto di Richard Avedon del 1994 per Gianni Versace a/i con lei e altre supermodelle. Perché ha scelto proprio quella?
“Quelle campagne incarnano il glamour e la creatività di quel periodo: Gianni – lui e Donatella sono persone meravigliose – è stato il primo a trasformare le sfilate in show veri e propri, con un palcoscenico e le luci da concerto. Mi ricordo una volta in cui c’eravamo noi che sfilavamo al ritmo di un brano di Prince, e lui seduto in prima fila”.

Lei fa ancora la modella, ma in realtà ha molto altro in ballo, mostra a parte. Per esempio, una sua nuova linea di abbigliamento.
“L’ho creata con Réalisation Par, un brand che mi ha fatto scoprire mia figlia Clementine. La collezione prende molto dagli anni 90: in effetti sono proprio partita dal mio armadio, dai pezzi che allora usavo più spesso. Si torna sempre lì”.

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