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Gabriel Garko: “Ex fidanzate? Che tristezza! Dopo il coming out credevo fosse finita, poi quell’episodio…”

Gabriel Garko: “Ex fidanzate? Che tristezza! Dopo il coming out credevo fosse finita, poi quell’episodio…”. Gabriel Garko, le ex fidanzate e non solo, l’attore si racconta ripercorrendo le tappe più significative della sua vita privata e professionale in una intervista a ‘Il Fatto quotidiano’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Senza la maschera si vive meglio?
“Il problema nel mio caso è che mi ero abituato a indossare tante maschere – un po’ per scelta, un po’ per costrizione – ma in nessuna stavo davvero comodo. Oggi mi ritrovo a 49 anni ad affrontare una rinascita totale, a respirare a pieni polmoni”.

È passato un anno esatto dal suo coming out al Grande Fratello Vip. Qual è la sensazione prevalente se ripensa a quei momenti?
“Straniamento, confusione. Il giorno dopo insicurezza e panico, ero terrorizzato all’idea di uscire di casa e affrontare gli sguardi della gente. Una mia amica mi ha preso di forza e trascinato a fare colazione: quando al bar ho visto che le persone mi salutavano come se nulla fosse successo, ho capito di aver fatto la scelta giusta”.

Tornando indietro, lo farebbe prima?
“Sì. Ma tornare indietro non si può”.

Cosa sognava di diventare da bambino Dario?
”Pilota di aerei militari. Ma l’ambizione di diventare attore l’ho coltivata molto presto, pur vivendo un paradosso estremo visto che ero timidissimo”.

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Quando ha capito di voler fare l’attore?
“Papà mi portava spessissimo al cinema e il tempo in quelle due ore si cristallizzava, il mondo era tutto dentro quella sala. Quando ho capito che la finzione cinematografica era una magia che regala evasione ed emozioni al pubblico, mi sono detto: «Un giorno sarò su quello schermo»”.

Vivevate a Settimo Torinese, hinterland industriale di Torino. La sua infanzia?
“Poco asfalto e tanta spensieratezza. Ho respirato libertà. Stavamo in una sorta di villaggio con trentuno villette: eravamo tutti amici, giocavamo in mezzo ai prati. A nove anni rubavo la macchina dei miei e andavo in giro per campi”.

[…] Cos’è il successo per lei?
“Una sbronza epica che ti dà alla testa. Io ho sempre vissuto con il freno a mano tirato e non me lo sono goduto fino in fondo ma intorno a me ho visto molti pensare di essere sul tetto del mondo e schiantarsi senza paracadute”.

Il suo paracadute qual è stato?
“Anche all’apice della popolarità, staccare da tutto: ho sempre frequentato gente con i piedi ben piantati per terra, che mi riportavano alla vita vera. E poi l’atteggiamento della mia famiglia è stato fondamentale, i miei genitori non mi hanno trattato come il figlio famoso. Quando dissi a mia mamma che avrei fatto Sanremo con Carlo Conti, mi rispose: “Ah, bello. Senti oggi devo portare il cane dal veterinario””.

[…] Lo scorso aprile suo papà è mancato dopo una lunga malattia. Era orgoglioso di lei?
“Davanti a me non lo ha mai dimostrato ma so che era orgoglioso di ciò che ho costruito. Devo ancora affrontarla in modo sano la sua morte. Non è facile. Così come non è stato facile stargli vicino: gli ultimi due ricoveri sono avvenuti in pieno Covid e non poterlo salutare come avremmo voluto è un peso sul cuore”.

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Lei ha detto: «Mia mamma e mio papà sono stati due genitori meravigliosi perché non mi hanno mai giudicato per alcun tipo di scelta che ho fatto». Si è sentito giudicato dopo il coming out?
“No, anzi. Forse è cambiata la percezione che il pubblico aveva nei miei confronti. Ho ricevuto centinaia di messaggi di stima e di ammirazione, anche da tanti uomini. Prima ero percepito come un personaggio distante, inavvicinabile, oggi mi dicono “ti stimo per il coraggio che hai avuto”. Ma sogno il momento in cui non sarà più necessario fare coming out, etichettare le persone, guardare il mondo con la lente della normalità. Normale è una parola che detesto”.

[…] Da un punto di vista lavorativo, cos’è cambiato?
“Dopo quattro anni di stop ho deciso di tornare a recitare. Sono scaramantico, ci sono dei contatti in atto e altri lavori rallentati dal Covid. Mi hanno proposto tanti ruoli, molti dei quali li ho rifiutati, ma mai quello del gay. Che comunque farei senza problemi. Ora aspetto il personaggio giusto, voglio fare qualcosa di inedito, che spiazzi e stupisca il pubblico”.

Cos’ha fatto in questi quattro anni sabbatici?
“Ho ripreso in mano la mia vita. Sono stato bene, ho coltivato le mie passioni, ho studiato psicologia quasi come se seguissi un percorso universitario. Mi sono tolto tanti sfizi e adesso mi manca visceralmente il set”.

[…] Quando ha capito di avercela fatta?
“Una mattina all’edicola davanti al Parlamento andai a comprare il giornale e l’edicolante mi chiese il mio primo autografo. Pensai: “E adesso che succede?”. Non ti danno il libretto delle istruzioni quando diventi famoso, nessuno ti dice cosa fare. E io ho fatto tanti errori, ho sparato stronzate, ho barcollato. Mi ha salvato la gavetta lunga”.

[…] Di lei si è parlato molto in questo anno e sono venute fuori tutte le sue presunte ex fidanzate.
‘Ed è una cosa che mi fa venire un po’ di tristezza. Però sono abbastanza egocentrico da pensare che se ancora oggi c’è qualcuno che usa il mio nome, allora ho seminato bene”.

Gabriel Garko: “Ex fidanzate? Provo tristezza…”

Si è parlato di lei anche per l’arresto di Ana Betz e i presunti soldi che le avrebbe dato per uno spot.
“Ho letto di tutto sui giornali ma io non sono indagato e non ho nulla da chiarire. Quella storia mi ha solo messo nei casini”.

Voltando pagina: a chi deve dire grazie per ciò che ha realizzato?
“Ai miei genitori, alla mia famiglia e alle tante che mi hanno dato fiducia. Ma anche a me stesso perché mi sono fatto un gran culo e ho fatto tanti sacrifici che la gente nemmeno immagina”.

[…] La perfezione fisica è stata un’ossessione?
“Sono stato maniacale, ora meno. Ma coltivo la mia fortuna genetica che per ora mi ha evitato il crollo post 40 anni che in tanti mi avevano pronosticato. Se mi vedo fuori forma mi rialleno un po’ e tutto torna a posto”.

Invecchiare la spaventa?
“Mi spaventa la malattia. Oggi si può invecchiare bene e io mi curo, faccio le vitamine. Ma non mi sono mai ritoccato, contrariamente a ciò che dicevano di me in tv commentatori e commentatrici dall’alto delle loro labbra a canotto”.

[…] Risponda con sincerità: via Instagram quanti ci provano con lei?
“Diciamo che è caduta ogni barriera. Ma l’approccio facile non mi è mai interessato: sono molto più cerebrale di quanto le persone immaginino”.

Quante volte è stato innamorato?
“La prima volta da giovanissimo e la storia è durata quattro anni. La seconda con Riccardo, con cui sono stato 12 anni. La terza spero sia questa che sto vivendo”.

Il suo grande sogno?
“Sono una persona estremamente realista ma sto tanto con la testa per aria. Vorrei un figlio. Ci sto pensando seriamente”.

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