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Salute

Covid, vaccino toglie anche ansia e depressione da pandemia: la scoperta

Covid, vaccino toglie anche ansia e depressione da pandemia: la scoperta. Stando ai numeri diffusi dall’Istituto superiore della Sanità, l’efficacia del vaccino nel prevenire l’infezione è pari al 77,2%. Mentre nel prevenire l’ospedalizzazione è del 92,6% e nel prevenire le terapie intensive ed i decessi è del 94,9%. Ma non è l’unico aspetto che riaccende la speranza di tornare a una vita normale.

In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale del 10 ottobre, promossa dall’OMS e dedicata alle disuguaglianze, la Società Italiana di Psichiatria (SIP) sottolinea l’impatto delle disparità generate dall’epidemia sulla salute mentale ma evidenzia al contempo l’ effetto psicologico positivo dell’ immunizzazione. Ci sono infatti i primi segnali di rallentamento del disagio psichico causato dalla pandemia. Lo spiegano Massimo di Giannantonio ed Enrico Zanalda, copresidenti della Sip.

“La pandemia di Covid-19 ha comportato fin da subito un inasprimento delle disparità già esistenti, con maggiore incidenza ed esiti della malattia nelle fasce più deboli. Le diseguaglianze generate dalle conseguenze del lockdown hanno avuto riflessi anche sulla salute mentale, aumentando il disagio psichico soprattutto tra le fasce più fragili della popolazione, con minor accesso alle cure e ai servizi di cui tuttora si avvertono i contraccolpi”.

Tuttavia iniziano a intravedersi nella salute psichica della popolazione generale alcuni cambiamenti successivi alla vaccinazione anti-Covid. “Stiamo sperimentando i primi segnali di una riduzione di un certo grado di ansia e depressione da pandemia”.

Covid, vaccino cala ansia e depressione da pandemia

“La popolazione inizia a sentirsi più fiduciosa nei confronti del futuro e sicura di uscire dai catastrofici effetti del Coronavirus, specie ora che sono disponibili i vaccini anti-Covid che fanno sperare di allontanarci dal rischio di un nuovo ‘ottobre rosso’ di nuovi isolamenti”, le parole degli esperti riportate da Ansa.

I numeri della salute mentale nel mondo sono impressionanti: quasi un miliardo di persone vive con un disturbo mentale nei paesi poveri, oltre il 75% delle persone non riceve alcuna assistenza. Ogni anno oltre un milione di persone muore per abuso di sostanze.

E in concomitanza con il Covid le cose sono peggiorate: un giovane di 18-24 anni su 4 (25%) ha dichiarato di aver aumentato l’uso di sostanze per far fronte allo stress covid-correlato. Ogni 40 secondi una persona si toglie la vita e nel 2020 i suicidi sono aumentati, basti pensare che in Giappone da giugno a ottobre 2020 sono cresciuti del 16% rispetto allo stesso periodo del 2019. Circa la metà dei disturbi di salute mentale inizia a 14 anni.

L’ accesso ai servizi dedicati alla salute mentale è tuttavia segnato dalle diseguaglianze, e l’ 85% delle persone con disturbi mentali nei Paesi a basso e medio reddito è impossibilitato a usufruire di una assistenza dedicata. Ma anche nei Paesi ricchi le cose non vanno meglio, Italia compresa. Secondo gli psichiatri, la pandemia ha complicato per molti aspetti questa situazione.

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