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Miriam Leone: “Da ragazza ero una ribelle. Conduttrice? Dovevo dire quello che piaceva e non quello che pensavo”

Miriam Leone: “Da ragazza ero una ribelle. Conduttrice? Dovevo dire quello che piaceva e non quello che pensavo”. L’attrice siciliana si racconta ripercorrendo le tappe più significative della sua carriera in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

A Catania, da ragazza, lei ha detto di sentirsi diversa.
«Ti sembra di vivere una discesa agli inferi invece è un’ascesa. Era un modo di vedere le cose che dovevo capire. Per essere autentici bisogna conoscersi. La cosa bella del film è che, in questo processo, ognuno aiuta l’altro. Clara è mitomane per abbellire una realtà che la ferisce. Io mi sentivo diversa anche fisicamente, si rivolgevano a me come se fossi una straniera».

La prendevano in giro per le sopracciglia folte?
«Eccome, al liceo mi dicevano che ero Elio delle Storie Tese. Oggi è divertente perché ho un’età. Ma perché me la dovrei prendere se sui social mi insulta, per dire, Giuseppino88? La facilità nel criticare il prossimo sono chiacchiere da bar che valgono zero. Le cose cambiano nei giovanissimi, vedo un’accettazione importante della diversità. Ci ho messo una vita ad accettare la mia faccia».

Detto da una Miss Italia…
«La gente mi vede bella e non riesco a capire. Non sono mai contenta del mio aspetto. Ma in questo film, io che non mi rivedo mai, mi sono emozionata a rivedere i cambi di registro in una stessa scena».

Miriam Leone: “Da ragazza ero una ribelle”

Lei non poteva che fare cinema: suo fratello si chiama Sergio Leone, proprio come il regista.
«Infatti io dico a tutti che sono la sorella di Sergio Leone, senza specificare troppo. Avevo la vocazione dell’attrice ma ho fatto di tutto per non diventarlo, temevo il fallimento, non sapevo da dove cominciare».

Lei, Miss Italia nel 2008.
«È stata una porta per l’emancipazione, il mio provino davanti a milioni di persone. Dopo ho potuto camminare da sola, sperimentare, conoscere l’affetto delle persone. Ogni giorno in un luogo diverso, dai paesini a New York. La corona devi restituirla: ne ho fatta una copia che conservo in bagno. Mi serviva una testimonianza. Un giorno, quando sarò anziana, la mostrerò a figli e nipoti e dirò: sono stata Miss Italia».

È stata conduttrice tv.
«Non era il mio posto, dovevo dire quello che piaceva e non quello che pensavo. Allora meglio il silenzio. Sognavo di sposare Piero Angela, mi toglieva due-tre ore di studio. Gliel’ho detto e lui: mmmh, arrivederci signorina».

Lei, da ragazza…
«Ero una ribelle. Capelli colorati quando non usava, vestiti ai mercatini e se spendevo più di 5 euro non andava. Un look da scappata di casa».

Si è appena sposata.
«Con Paolo Carullo, non è un personaggio pubblico. Il mestiere che mi porta in un altrove, è bello avere una parte di vita così. Alle nozze c’era gente da tanti paesi della Sicilia, stare di nuovo a contatto è bellissimo».

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