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“Ho pagato un infetto Covid per leccare oggetti nel negozio”: 40enne arrestato dopo il post su Facebook

“Ho pagato un infetto Covid per leccare oggetti nel negozio”: 40enne arrestato dopo il post su Facebook. Ha scritto su Facebook di aver pagato un infetto Covid per leccare gli oggetti in un negozio di alimentari, ma in realtà poi si è scoperto che non era vero. È successo a San Antonio, nello Stato americano del Texas.

Un uomo di 40 anni è stato arrestato e condannato a 15 mesi di carcere per aver usato il COVID-19 “come un’arma”. Secondo gli investigatori l’uomo ha scritto su Facebook di aver pagato qualcuno infetto dal virus per leccare gli oggetti nel negozio di alimentari locale, solo per spaventare i clienti e vendicarsi dei gestori.

“Il cugino di mio figlio ha il covid e ha leccato tutto negli ultimi due giorni perché abbiamo pagato anche lui. Siete avvisati”, ha scritto come commento a un link di una notizia su un negozio che aveva chiuso dopo che un dipendente è risultato positivo “Lol, ho provato ad avvertirvi. La prossima posizione di Nogalitos”. Il suo post è stato rimosso dopo 16 minuti.

“Ho pagato un infetto Covid per leccare oggetti nel negozio”: arrestato

Secondo quanto riportato dal New York Times, il post è comunque rimasto sulla piattaforma social per 23 ore. Lunedì, l’uomo è stato dichiarato colpevole di false informazioni criminali e bufale relative alle armi biologiche. Dovrà scontare 15 mesi di carcere e tre anni di libertà vigilata durante i quali dovrà sottoporsi a controlli psichiatrici, oltre a una multa di 1.000 dollari.

La dura condanna è arrivata perché, secondo l’accusa, quello che scritto aveva lo scopo di inviare un messaggio agli altri. “Chi minaccia di usare il Covid come arma contro gli altri, sarà ritenuto responsabile delle loro azioni, anche se la minaccia è una bufala”, ha dichiarato in una nota l’agente speciale Christopher Combs della divisione San Antonio dell’FBI.

All’agente Combs ha fatto eco il procuratore americano Ashley C. Hoff. “Spaventare le persone con la minaccia di diffondere malattie pericolose non è uno scherzo. Questo ufficio prende seriamente le minacce per danneggiare la comunità e le perseguirà nella misura massima consentita dalla legge”, ha detto.

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