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Fabio Testi: “Fidanzata sessuologa 35enne? Ecco come stanno veramente le cose. Ho sempre avuto una regola”

Fabio Testi: “Fidanzata sessuologa 35enne? Ecco come stanno veramente le cose. Ho sempre avuto una regola”. Fabio Testi parla delle sue relazioni di ieri e di oggi rivelando alcuni retroscena sulle bellissime attrici che ha frequentato negli anni. Di seguito alcuni passaggi dell’intervista a ‘Gente’.

È vero che è fidanzato con una sessuologa di 35 anni?
«Mi fa molto ridere questa storia della sessuologa, come se ne avessi bisogno… Oddio, non si smette mai di imparare, non ci sarebbe niente di male. Ma la mia amica non è sessuologa. Fa l’immobiliarista, si chiama Valentina, abita a Monte Carlo».

Amica nel senso di “compagna”?
«Sì. Ci frequentiamo: un weekend viene lei e uno vado io. Ci siamo conosciuti per lavoro, mi ha proposto un business, e da cosa nasce cosa. A lei non interessa il cinema».

È sempre stato un uomo bellissimo, desideratissimo dalle donne. L’ha aiutata sul set?
«Sul lavoro non vai avanti se non hai talento. Io ho fatto 102 film, in tutto il mondo, ho fatto tantissimo teatro, anche se nessuno se ne ricorda mai. Il francese è la mia seconda lingua, e recito anche in inglese e spagnolo. Insomma non sono solo bello».

E nella vita privata? La bellezza quanto conta?
«La bellezza ti aiuta perché ti fa crescere sicuro di te. E poi non ho mai dovuto mentire per sedurre. Ho visto uomini, registi e attori inventarsi tante di quelle balle pur di portarsi a letto qualcuna. Io no».

Fabio Testi: “Fidanzata sessuologa 35enne? Fa un altro lavoro”

Lei sul set ha avuto molte storie.
«Quando passi due mesi assieme giorno e notte capita. Il primario va a letto con l’infermiera, il direttore di banca con la segretaria, l’attore con la collega. Mi sembra la cosa più normale del mondo».

Forse normale per lei…
«Diciamo che è stata una vita fortunata: ho avuto modo di fare tante belle esperienze con tante belle attrici. Ognuna di loro mi ha dato qualcosa, e io sono rimasto amico di tutte».

Facciamo un gioco. Tre aggettivi per alcune delle sue più celebri conquiste. Anita Ekberg?
«Statuaria, bellissima, infantile».

Infantile?
«Anita in fondo aveva un cuore da bambina, non era molto cresciuta. Era divertente perché era una donna enorme, e poi invece era così ingenua…».

Ursula Andress?
«Gelosa, insicura, cattiva attrice».

Addirittura!
«Sul set era una bella donna e basta: Ursula non era portata per la recitazione. Non si voleva mettere in gioco, non voleva svelare i suoi sentimenti davanti alla macchia da presa. Era gelosa anche di quelli. È una donna di carattere, ma meglio come amica che come amante: troppo possessiva. Ci conoscemmo sul set e passammo due mesi chiusi in albergo in Canada. I nostri tre anni assieme furono molto intensi».

E Charlotte Rampling?
«Era introversa, problematica, acerba. Aveva avuto un’infanzia non proprio felice, e stava ancora cercando di capire chi era. Era in cammino. Poi io stavo a Roma, lei a Londra, non durò moltissimo».

Perché lei ha avuto così tanto successo con le donne?
«Sono sempre stato sincero e tutte lo hanno apprezzato. Che senso ha mentire?».

Ha mai confessato un tradimento?
«La mia regola, a 20 anni come a 80, è: meglio una verità piccante che una bugia piatta».

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