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Spettacolo

Barbara Ronchi si racconta: “Attrice per un colpo di fortuna. Io poco social? C’è un motivo…”

Barbara Ronchi si racconta: “Attrice per un colpo di fortuna. Io poco social? C’è un motivo…”. L’attrice romana con una laurea in Scienze storiche e archeologiche, parla a cuore aperto in una intervista a ‘Io Donna’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Io sono Babbo Natale ruota intorno al grande talento comico di Gigi Proietti, scomparso un anno fa. Che ricordi ha di lui?
“Chi poteva immaginarlo che sarebbe stato il suo ultimo film? Aveva tanta energia; amava stare sul set, raccontare aneddoti, parlare dei suoi progetti e soprattutto dell’amato Globe Theatre che dirigeva. Sapeva ascoltare gli altri, non è da tutti. Nel film ci sono due momenti davvero esilaranti, quando lui viene a trovare me in ufficio – interpreto Laura, un’assistente sociale – e quando io vado a trovare lui a casa, per controllare la situazione. All’inizio sembra un tranquillo vecchietto, poi parte in quarta… Nel finale c’è anche una scena molto commovente, vista oggi”.

[…] Il suo personaggio è luminoso, leggero. Del tutto diverso dalla poliziotta indurita di Mondocane. Come sceglie i ruoli?
“Mondocane è molto innovativo per il cinema italiano, ha messo al centro la città di Taranto, abbandonata e in mano alle gang, in un futuro distopico. Mi piace mettermi alla prova in generi diversi, con registi famosi o meno, cercando ogni volta di alzare l’asticella. Mondocane è un’opera prima, come lo sarà Sulle nuvole di Tommaso Paradiso. Non voglio essere catalogata, finire in una casella e rischiare di restarci”.

[…] Lei ha un bambino di 3 anni, Giovanni. Ora che è così impegnata sul set, come si gestisce?
“Ho una famiglia molto presente, il mio compagno, le amiche. Non mi sono mai sentita sola. Con una comunità che ti aiuta è tutto più semplice. Sono felice di essere madre, e di essere selezionata per progetti interessanti. I due aspetti della mia vita vanno di pari passo. Anzi, sono passata al cinema per una scelta, oltre che per un colpo di fortuna”.

Barbara Ronchi si racconta: “Io poco social? C’è un motivo…”

Quale scelta?
“Ho fatto tutto molto tardi. Sono entrata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico a 24 anni, dopo la laurea triennale in Archeologia. Ero già grande. Là dentro però ho capito che non sarei tornata indietro: provare tutto il giorno su un palco non mi pesava, anzi, mi caricava. Dopo, ho fatto 10 anni di teatro, ho lavorato con Carlo Cecchi e con Valerio Binasco. Quando ho deciso di diventare mamma, ho pensato che sarebbe stato complicato, con le tournée che portano lontano, per mesi. Era arrivato il momento di cambiare”.

E il colpo di fortuna?
“Una sera a teatro c’era la responsabile del casting di Marco Bellocchio. Mi ha proposto un provino. L’ho fatto e alla fine sono stata scelta per Fai bei sogni, il mio primo film, quello che mi è rimasto nel cuore. Sarò sempre grata a Bellocchio per avermi dato questa opportunità. Da allora, ho fatto solo cinema e tv: Sole, Tornare, Padrenostro, Cosa sarà, Imma Tataranni – ci sarò anche nella seconda stagione – Luna nera”.

E la laurea triennale in Archeologia?
“Non ho rimpianti. Recitavo nei laboratori teatrali del liceo e in parrocchia. Qualcuno mi ha suggerito di provare a iscrivermi alla Silvio d’Amico. Mi sono detta: perché no? Mi hanno presa,ed è stato un percorso in discesa.Il difficile è stato dopo: convivere con la precarietà, la paura di non essere scelta quando arrivi in due all’ultimo provino e c’è un posto solo. In questo mestiere il secondo posto non esiste”.

Barbara Ronchi si racconta: “Attrice per scelta e un colpo di fortuna…”

Come tiene a bada le sue ansie? Yoga, meditazione?
“Provati entrambi, non fanno per me. Ho imparato a gestirmi da sola. Anzi, credo che ci si debba convivere con le paure, il senso di confusione. Vivo nel caos, sono una disordinata cronica; sul lavoro riesco a regolarmi, a casa no. Con mio figlio mi mostro per quello che sono, con pregi e difetti, e credo che questo lo aiuti a capire che bisogna sempre essere se stessi. La nascita di Giovanni ha coinciso con l’inizio di un periodo bellissimo, gli sono grata. Credo sia importante che lui mi veda soddisfatta”.

Visto il bilancio così positivo della maternità, pensa che Giovanni resterà figlio unico?
“Non so, ho 39 anni e ci ho messo tanto tempo a diventare mamma, mi è sembrato già questo un miracolo. Non vorrei puntare su qualcosa che poi non si realizza”.

Lei è molto riservata, non ama i social, la si vede poco. Come mai?
“Non credo che un attore debba essere ovunque, farsi sempre fotografare. Preferisco vivere la mia quotidianità in modo tranquillo: abito nella borgata dove sono nata, sono rappresentante di classe all’asilo di Giovanni. Un cambiamento mi spaventerebbe. E non mi diverto su Instagram”.

Però qualche avventura se la sarà concessa.
“Uno scavo paleontologico in Brasile, con l’università. Dormivamo nelle amache in una fazenda, sveglia alle 4 e sul sito alle 5, per tre mesi. L’entusiasmo era tanto, non sentivamo la fatica. È stata molto bella la mia prima vita da archeologa. Ma non mi sono mai pentita di averla lasciata”.

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