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Jade Lagardére: “Io sex symbol? No, per un motivo. Un aspetto mi ripugna fin da quando ero piccola”

Jade Lagardére: “Io sex symbol? No, per un motivo. Un aspetto mi ripugna fin da quando ero piccola”. Jade Lagardére si racconta. La modella è attrice belga a tutto tondo in una intervista rilasciata ai microfoni de ‘Il Giornale’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Ha iniziato a sfilare da giovanissima, aveva appena 12 anni. Le è sempre piaciuto il mondo della moda, o è stata una casualità?
“Sin da piccola sognavo di fare foto e sfilate. Per me riuscirci è stato un sogno che si è avverato. Da sempre questo mondo mi ha affascinato. Ricordo che avevo appena 13 anni quando ho sfilato qui a Roma per l’Haute Couture. In quel momento è iniziata davvero la mia carriera. Per questo sono molto legata a questa città”.

Odia chi la definisce un sex symbol, cosa rappresenta per lei la bellezza?
“Perché penso che la bellezza deve essere prima di tutto interiore. Di conseguenza il resto sono tutte sfumature personali. Non si possono etichettare”.

È la madrina di questo prestigioso Premio Sorriso Diverso Roma Award, cos’ è per lei la diversità?
“Un misto di colori, rispettarsi a vicenda indipendentemente dalla cultura, dal colore della pelle, dallo stile di vita e dal genere. Significa rispettare il fatto che due uomini o due donne o persone transgender, possano amarsi liberamente, e mostrarlo senza essere giudicati da nessuno”.

È anche presente alla festa del Cinema di Roma con il suo thriller Amber Blake, come è nata questa sua passione per la sceneggiatura di fumetti?
“Ho iniziato a scrivere la storia di Amber Blake nel 2013, quando ero incinta di Mila, la mia seconda figlia. Scrivere è sempre stata per me quasi una cura. Mettere parole su carta, mi fa stare bene. Ho presentato il mio progetto ad una casa editrice in Francia (Glenat ndr) che lo ha adorato fin da subito, e che mi ha sostenuto e insegnato la modalità di scrittura dei fumetti, che è completamente diversa da quella ad esempio dei romanzi. Ho avuto la fortuna di avere come spalla Butch Guice, un’incredibile fumettista americano, che ha disegnato per la Marvel per anni”.

Jade Lagardére: “Io sex symbol? No, per un motivo”

[…] Di Amber scrive anche che è una supereroina senza poteri. Con quale spirito ha avuto questa idea?
“Volevo creare un personaggio forte, che nonostante tutti gli orrori che ha visto e vissuto, continua a combattere senza arrendersi e non cede alla parte oscura. Lei rimane una donna forte, positiva e piena di buoni principi. È convinta che insieme si possa cambiare il mondo. Spesso si è portati a pensare che in molti la fanno franca, lei è convinta che partendo da noi stessi, possiamo riuscire a fare giustizia e non lasciare che la parte cattiva vinca. Difende e salva tutti coloro che non possono farlo, e vendica le persone che alla fine non è riuscita a salvare”.

Nel suo fumetto ha parlato della tratta di esseri umani, come mai si è avvicinata a questo tema?
“Questo è un argomento che mi tocca profondamente, e mi ripugna fin da quando ero piccola. Purtroppo è ancora molto attuale. È forse questo un mio modo per esorcizzarlo”.

[…] Quali sono i temi sociali che le stanno più a cuore?
“Detesto le ingiustizie, soprattutto nei confronti dei più deboli e dei bambini”.

È mamma di tre bellissimi bambini. Ha paura del mondo in cui stanno vivendo?
“Onestamente sì, spesso mi fa paura il mondo in cui viviamo, soprattutto le nuove generazioni, che a mio parere crescono troppo in fretta. Purtroppo la violenza è ad ogni angolo di strada. Vorrei poter proteggere i miei figli dal mondo in cui viviamo, ma allo stesso modo voglio anche prepararli a difendersi, sia mentalmente che fisicamente”.

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