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Benedetta Parodi: “Successo? Devo tutto a una ciambella. Lite con Mediaset? Andai via in lacrime ma non litigai”

Benedetta Parodi: “Successo? Devo tutto a una ciambella. Lite con Mediaset? Andai via in lacrime ma non litigai”. Benedetta Parodi sul successo, la ciambella fortunata e non solo, la conduttrice ripercorre alcune tappe della sua carriera in una intervista a FqMagazine de ‘Il Fatto quotidiano”. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

[…] Non si è stufata di cucinare a oltranza in tv, sui social e a casa, da oltre dieci anni?
“No, affatto. Pensi che stamattina all’alba già sfogliavo alcuni libri degli anni ’90 per reinterpretare delle ricette per il prossimo Natale. Adoro cucinare, mi rilassa ed è appagante. È un modo per sfogare il mio lato creativo. Scrivere è un’altra cosa che mi piace molto ma è più complicato, scrivo, cancello, riscrivo, m’incazzo. Cucinare invece mi viene facile”.

[…] Il suo sogno era scrivere romanzi ma è finita in classifica grazie ai libri di cucina.
“La mia ambizione più grande era diventare una romanziera di successo ma la narrativa l’ho solo sfiorata con una saga fantasy per ragazzi. Con Una poltrona in cucina, il precedente libro, mi sono messa in gioco: prima di morire, l’editore Luigi Spagnol lesse alcuni miei racconti e mi propose di scriverne altri e trovare delle ricette che facessero da collante alla storia della mia vita. Era un modo per avvicinarmi alla narrativa in punta di piedi”.

Ma un romanzo nel cassetto ce l’ha?
“Macché. Ho solo tante idee per la testa”.

Nel frattempo, la gara di Bake Off Italia 9 è entrata nel vivo: con oltre 600 mila spettatori di media, è sempre uno dei programmi più visti di Real Time. Come se lo spiega il successo?
“Credo che il pubblico apprezzi il linguaggio e lo stile preciso. Entra in un mondo leggero, amichevole, quasi fatato. Non abbiamo mai esplorato gli aspetti più cattivi dei talent – come l’ira dei giudici o le liti esasperate tra concorrenti – e questo paga”.

Benedetta Parodi: “Successo? La mia fortuna è stata cambiare linguaggio”

[…] I menù di Benedetta, che ha realizzato dal 2011 al 2013, continuano ad andare in onda a ciclo continuo su La7d. Quanto a repliche, se la gioca con il Tenente Colombo e La signora in giallo.
“Questa cosa in parte mi diverte, in parte la trovo un po’ imbarazzante. Un po’ perché vanno in onda le puntate con le mie figlie che nel frattempo sono diventate più grandi di me, un po’ perché mi sembra una presa in giro nei confronti del pubblico. L’altro giorno mi ha fermato una signora dicendomi: “Oggi ha fatto la tarte tatin, che brava”. Peccato siano passati dieci anni”.

Su La7 invece era tornata con Senti chi mangia.
“Era un format molto carino, in cui credevo, ma ha avuto una storia travagliata e quando è stato comprato dalla Rai mi sono tirata indietro”.

Perché?
“Il programma funzionava ma non mi hanno convinto certe cose. Il mio ritorno in Rai lo immaginavo legato a un progetto complessivo più articolato”.

Il successo le esplose tra le mani con Cotto e mangiato: a distanza di dieci anni, quel format viene ancora identificato con lei. E pensare che tutto nacque grazie a una ciambella…
“Portai una ciambella con le gocce di cioccolato e al direttore dell’epoca, Giorgio Mulè, che conosceva la mia passione per la cucina, venne l’idea di una rubrica di food. Fu l’intuizione giusta perché c’era lo spazio per parlare di cibo, bisognava solo riempirlo”.

Benedetta Parodi: “Successo? Devo tutto a una ciambella”

La sua fortuna quale fu?
“Cambiare il linguaggio: fino a quel momento c’era stata solo La prova del cuoco. Antonella Clerici era ed è la numero uno ma gli chef agivano e parlavano da chef. Io invece ero come chi mi guardava: la vicina di casa, una professionista in carriera, mamma di tre figli che cucinava con i surgelati e le padelle rigate, con un figlio sotto il tavolo e il postino che suonava alla porta”.

Il suo modo di cucinare fu criticato dai puristi: c’è qualche ricetta di cui si pente?
“Ma no, figuriamoci. Più mi criticavano più gli ascolti salivano. Io poi non mi sono mai presa troppo sul serio, se sbaglio non lo nascondo anzi, ci metto il punto esclamativo. Mi piace l’ironia, contaminare la cucina con la realtà, essere in tv come sono nella vita. Sbagli compresi”.

[…] Tornando a Cotto e mangiato: quando se ne andò, Mediaset cancellò ogni riferimento a lei dal programma. Vi siete lasciati male?
“No, anzi, andai via in lacrime e non c’è mai stata una lite o uno scontro. E non ho mai capito quel gesto. Me ne andai perché volevo crescere e non ci fu mai da parte loro il desiderio di investire in un programma di cucina. E pensare avevano un tesoretto tra le mani”.

[…] Suo marito Fabio Caressa invece l’ha conquistata con un piatto di pennette alla vodka. Peggio quelle o la cravatta gialla con i maialini che indossava la prima volta che vi siete visti?
“La cravatta era inguardabile, le pennette tutto sommato gustose. A Fabio devo molto, anche dal punto di vista professionale: mi ha insegnato a fare la giornalista e ad affrontare con il piglio giusto le sfide professionali”.

[…] Suo marito spesso è al centro delle polemiche: lei come le vive?
“Ho capito da tempo che nel calcio ogni pretesto è buono per alzare un polverone da parte delle tifoserie e delle squadre. Ma Fabio ha dimostrato di essere al di sopra delle parti. Infatti, il suo ingresso sui social è stato accolto molto bene, lo seguono con affetto e le critiche sono pochissime”.

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