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Covid, in Giappone è sparita la variante Delta: si è auto distrutta

Covid, in Giappone è sparita la variante Delta: si è auto distrutta. Il Covid in Giappone fa registrare una particolare e singolare novità: è sparita la variante Delta. Ed è accaduto nel bel mezzo della quinta e più grande ondata di pandemia, interrompendo l’inarrestabile scia di nuove infezioni. A fornire una spiegazione su cosa sia accaduto, è un gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Genetica e dell’Università di Niigata.

Secondo gli esperti il motivo sarebbe legato alle continue mutazioni del virus che avrebbero di fatto ucciso il Covid. Una sorta di ‘auto-distruzione’ naturale dovuta ad errori in una proteina, la nsp14. Negli ultimi giorni il governo metropolitano di Tokyo ha registrato solo 5 nuovi casi di positività. E questo dopo un’ondata di contagi che ha avuto un picco di circa 23.000 casi al giorno ad agosto.

Ad avanzare una teoria “potenzialmente rivoluzionaria” è il professor Ituro Inoue, un esperto di genetica, secondo cui la variante Delta ha semplicemente accumulato troppe mutazioni nella proteina che corregge gli errori del virus chiamata nsp14. Qui i ricercatori hanno trovato molti cambiamenti genetici e poi un arresto improvviso nel processo di evoluzione.

Covid, in Giappone è sparita la variante Delta: le ipotesi

Il professor Inoue afferma che il virus ha lottato per riparare gli errori e continuare a replicarsi, ma alla fine ha causato la propria “autodistruzione”. “Siamo rimasti letteralmente scioccati nel vedere i risultati”, ha detto Inoue al Japan Times .

Quando un virus si replica, i suoi geni subiscono “errori di copiatura” casuali che, nel tempo, portano a cambiamenti nella composizione dei virus. Le mutazioni possono renderlo più in grado di diffondersi, schivare l’immunità o causare gravi malattie. Ma in alcune occasioni, queste mutazioni diventano “vicoli ciechi evolutivi”, dicono gli esperti.

Come riporta Adnkronos, alcuni esperti hanno attribuito la diminuzione dei casi al tasso di vaccinazione del 76,2% del paese e alla forte aderenza all’uso delle mascherine, ma secondo il professor Inoue le nuove infezioni sarebbero ancora in aumento se il ceppo Delta fosse ancora “vivo e vegeto”. ”Se il virus fosse vivo e vegeto, i casi aumenterebbero sicuramente, poiché in alcuni casi le mascherine e la vaccinazione non prevengono le infezioni”, ha affermato.

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