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Cronaca Sport

Massimo Ferrero arrestato: le accuse per il patron della Samp

Massimo Ferrero arrestato: le accuse per il patron della Samp. “Il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un inchiesta della procura di Paola per reati societari e bancarotta”. Lo riporta una nota ‘ANSA’.

Le vicissitudini del patron blucerchiato con la giustizia sono state diverse negli ultimi anni, come riporta Wikipedia “il 12 giugno 2014 (lo stesso giorno in cui Massimo Ferrero acquista la Sampdoria), con il rito del patteggiamento il giudice dell’udienza preliminare condanna in via definitiva Massimo Ferrero ad un anno e 10 mesi per il reato di bancarotta fraudolenta, oltre al pagamento di parte dei debiti dovuti al fallimento della compagnia aerea Livingston Energy Flight.

Nell’ottobre dello stesso anno incappa in una frase controversa nei confronti del presidente indonesiano dell’Inter Erick Thohir, invitando l’ex presidente Massimo Moratti a cacciare “quel filippino”. Nonostante le scuse ufficiali giunte in seguito, il 15 dicembre è inibito per tre mesi dal Tribunale Federale Nazionale, ma il 16 gennaio 2015 la Corte d’Appello Federale accoglie il ricorso in merito all’inibizione togliendola.

Il 6 marzo 2015 il Comune di Roma fa sgomberare l’ex Cinema Troisi di Trastevere perché secondo l’Assessorato al Patrimonio Ferrero non sarebbe il proprietario della sala, anche se lo stesso Ferrero sostiene di averlo acquistato dal Tribunale dopo il fallimento di Vittorio Cecchi Gori. Nello stesso periodo Ferrero querela il giornalista Mario Giordano per averlo citato nel suo libro Pescecani danneggiando la sua immagine accostandolo per la vicenda Livingston ai grandi personaggi indagati o condannati del panorama italiano.

A maggio il PM Di Maio della Procura di Roma gli contesta l’omissione del versamento di IVA per 200.000 euro risalente al 2009 e riconducibile alla Blu Cinematografica.

Il 27 maggio prende il via un processo per dichiarazione infedele per 1.176.000 €: per il PM Palazzi Ferrero nel 2009 avrebbe evaso l’IRES, l’imposta sul reddito delle società.

Massimo Ferrero arrestato: il motivo

Nel frattempo l’ex moglie Laura Sini lo denuncia per truffa e minacce e lui risponde con una querela per calunnia.

Il 29 settembre dello stesso anno la Procura di Roma gli sequestra conti correnti (per il mancato pagamento di imposte relative alle aziende cinematografiche) e un appartamento ai Parioli (illegittimità del permesso di costruire per l’effettuazione di lavori contestati dagli altri inquilini) per un valore di complessivo di 1,2 milioni di euro. Il 26 ottobre il Tribunale del Riesame conferma il sequestro.

Il 4 febbraio 2016 il Tribunale di Busto Arsizio (VA) lo condanna a un anno e dieci mesi per distrazione di fondi per la vicenda del crack Livingston; la condanna è avvenuta dopo il patteggiamento e prevede l’affidamento ai servizi sociali oltre a 850.000 euro di risarcimento al Ministero dello sviluppo economico.

Il 21 settembre dello stesso anno viene indagato per violazione degli obblighi di assistenza familiare.

Nel luglio 2017 viene indagato dalla Procura di Roma per appropriazione indebita e riciclaggio: avrebbe usato i conti correnti della Sampdoria per fini personali e per rimpinguare le casse di società dello spettacolo a lui riconducibili e della Livingston.

Il 28 novembre 2018 il gip su richiesta della Procura emette un ordine di sequestro preventivo di beni nei confronti di Ferrero e di altri cinque indagati per un valore complessivo di 2,6 milioni di euro; dalle casse della Samp sarebbero spariti 1,2 milioni di euro ovvero parte dei soldi incassati per la cessione di Pedro Obiang nell’estate del 2015. Nel contempo la Procura della Federcalcio apre un fascicolo su di lui. A distanza di un mese il Tribunale del Riesame ordina il dissequestro dei beni per Ferrero e altri quattro indagati: la compagna Manuela, la figlia Vanessa, il nipote Giorgio e Andrea Diamanti (membro del CdA della Samp).

Massimo Ferrero arrestato: le accuse

Il 3 luglio 2020 la Procura di Roma, in persona del Pubblico Ministero Maria Sabina Calabretta, chiede il rinvio a giudizio per Massimo Ferrero, accusato di aver sottratto un milione e 159.000 euro dalle casse della squadra dirottando sui conti di una sua società, la Vici Srl, parte della somma percepita dalla vendita del calciatore Pedro Obiang.

I capi d’imputazione sono appropriazione indebita, truffa, autoriciclaggio e dichiarazione fraudolenta. Il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, è stato prosciolto dalle accuse dal gip di Roma nell’ambito del procedimento che lo vedeva imputato per appropriazione indebita, autoriciclaggio e utilizzo di fatture false. Lo ha deciso il giudice Alessandro Arturi che, non accogliendo le richieste della Procura, ha anche assolto gli altri imputati che avevano optato per l’abbreviato. Si tratta della figlia di Ferrero, Vanessa, del manager Andrea Diamanti e del nipote di Ferrero, Giorgio e del manager Marco Valerio Guercini.

Gli imputati sono stati assolti con la formula piena “perché il fatto non sussiste”. Ferrero era accusato di avere sottratto circa un milione di euro dalle casse del club dirottando le somme in in una altra società. Il denaro era parte della somma percepita per la vendita del calciatore Pedro Obiang.

Nell’ottobre 2020 ha dichiarato, in merito alla pandemia di coronavirus del 2019-2020, che «di Coronavirus non si muore, rispettiamo la malattia ma non enfatizziamo», auspicando che il governo consentisse un’apertura maggiore degli stadi italiani”.

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