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Zucchero: “Attore? Ho avuto tre proposte, la risposta sempre la stessa. Quella volta che mollai Smaila sul palco”

Zucchero: “Attore? Ho avuto tre proposte, la risposta sempre la stessa. Quella volta che mollai Smaila sul palco”. Zucchero attore? Forse si, è lo stesso cantautore a rivelarlo, insieme ad alcuni interessanti retroscena sulla sua carriera in una intervista a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

[…] Finalmente riparte il tour. Quando dico «il concerto di Zucchero» di quante famiglie sto parlando?
«Di circa 80 famiglie. Eravamo già alle prove generali, dovevamo partire ed è arrivato lo stop. I primi sei mesi sono stati davvero complicati con tutti questi collaboratori che sono dovuti tornare a casa. Alcuni hanno anche dovuto cercarsi un altro mestiere per tirare avanti. Non sono stati aiutati molto dallo Stato, devo dire. C’è chi è andato in depressione, insomma, non è stato uno scherzo… Poi pensavamo di ripartire l’anno dopo e abbiamo dovuto rimandare ancora. Ora davvero non possiamo più permetterci di rimandare».

A Natale esce nelle sale il film animato “Sing 2” in cui lei doppia uno dei personaggi. Che rapporto ha con il cinema? Dopo “Snack bar Budapest” non ha più scritto colonne sonore.
«Me lo hanno proposto varie volte, ma è un modo completamente diverso di lavorare. Hai dei minutaggi precisi, devi scrivere un tema che poi va ripreso con un altro arrangiamento, insomma non è molto nelle mie corde. Preferisco fare il doppiatore».

Zucchero: “Attore? Ho avuto tre proposte ma le ho rifiutate”

Non l’attore?
«Ho ricevuto tre proposte in un anno e tutte interessanti».

Le ha accettate?
«No, neanche una. Non sapevo se partiva il tour, non volevo impegnarmi non sapendo come si sarebbero sviluppate le cose. In un caso, in particolare, mi è dispiaciuto molto, sono stato combattuto. Si tratta di un grande regista che io amo tanto e non avrei fatto Zucchero, avevo un ruolo come attore».

Fuori i nomi!
«Non posso…».

Ogni tanto leggiamo di star italiane che si esibiscono ai matrimoni o ai compleanni di oligarchi russi ed emiri arabi. A lei è successo?
«Sì, qualche volta l’ho fatto. Aiuta, diciamo, l’economia familiare. Gliene racconto una?».

Certo!
«Durante la pausa di un tour, mentre con la band ci riposiamo in Sardegna, il mio manager mi propone di suonare per dei russi che devono lanciare una nuova vodka. La cifra era irrinunciabile. Arrivati nel posto designato, però, non c’è nessuno: solo il gonfiabile di una vodka e il palco. Facciamo le prove, da soli. Poi ci fanno mangiare in una sala con una tavola piena di montagne di caviale e champagne dove ci siamo solo noi. Alle 21 non c’è ancora nessuno e sul contratto c’era scritto che dovevamo iniziare alle 22.30».

E quindi com’è finita?
«Verso mezzanotte cominciamo a suonare! Per nessuno, giusto per non incorrere in penali. A un tratto, arriva Umberto Smaila, che ha un locale in zona: “Ho saputo che eri qui, sono un tuo fan, che bello!”. Così ho cominciato a stuzzicarlo: Dai Umberto, canta Con le mani, canta Diavolo in me!”. E lui era entusiasta. A un certo punto gli ho dato il microfono e me ne sono andato in hotel a dormire».

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