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Passaggio Omicron tra pazienti senza contatto, lo spaventoso caso di Hong Kong: così il virus è entrato in stanza

Passaggio Omicron tra pazienti senza contatto, lo spaventoso caso di Hong Kong: così il virus è entrato in stanza. Per capire quanto sia contagiosa la variante Omicron, basta leggere la vicenda che arriva da Hong Kong e ripresa dalla stampa di tutto il mondo. A metà novembre nella Regione autonoma del Sudest della Cina, una persona che era in quarantena in un hotel Covid è stato contagiato dalla variante Omicron da un altro ospite dell’albergo, rinchiuso dall’altra parte del corridoio.

Entrambi i pazienti erano stati vaccinati con doppia dose ed entrambi erano risultati negativi al tampone prima di arrivare a Hong Kong, il mese scorso, con un volo dal Canada (il primo) e dal Sudafrica (il secondo). Secondo gli scienziati il viaggiatore proveniente dal Sudafrica è stato infettato prima di salire sul volo e poi ha trasmesso il virus al viaggiatore del Canada. Ma c’è una particolarità: I due non hanno mai avuto un contatto tra loro.

Come hanno fatto a trasmettersi l’infezione? La risposta fornita dagli scienziati è preoccupante. Il virus ha colpito “quando i due hanno aperto la porta della loro stanza per ritirare il vassoio con il cibo”. E parliamo di oggetti assolutamente sanificazione e consegnati dal personale in tutta sicurezza. Da qui i timori su quanto sia contagioso il ceppo Omicron di Covid e su quanto velocemente potrebbe diffondersi se non fossero applicate le restrizioni adeguate.

Hong Kong, Omicron tra pazienti senza contatto: il caso shock

Ma andiamo per gradi. Le severi leggi di Hong Kong prevedono tampone e quarantena per chi entra. I ricercatori dell’Università di Hong Kong hanno rivelato l’infezione venerdì, in un documento di ricerca pubblicato online riportato dal Daily Mail. Nella nota redatta dagli scienziati si legge che un viaggiatore – il paziente A – era arrivato dal Sudafrica il 10 novembre dopo essere risultato negativo al Covid con il tampone effettuato 72 ore prima.

Il paziente A, vaccinato con due dosi, è stato collocato in un hotel di quarantena. Il paziente B, anch’esso vaccinato con doppia dose, era arrivato dal Canada il giorno precedente, è stato messo in quarantena nello stesso hotel, ma confinato in una stanza dall’altra parte del corridoio.

Il 13 novembre il paziente A è risultato positivo al Covid senza mostrare alcun sintomo. Il giorno successivo è stato portato in un reparto di isolamento in ospedale. Quattro giorni dopo, il 17 novembre, il paziente B ha sviluppato lievi sintomi di Covid ed è risultato positivo al tampone effettuato il 18 novembre. Anche lui è stato portato in ospedale e isolato.

Passaggio Omicron tra pazienti senza contatto: lo spaventoso caso di Hong Kong

Il sequenziamento genetico ha successivamente confermato che i due viaggiatori portavano virus che erano quasi geneticamente identici. Un ulteriore sequenziamento ha quindi confermato che il virus trasportato dal paziente A era Omicron e che i primi casi identificati in Sudafrica erano molto simili. I ricercatori quindi presumono che il paziente A abbia preso il virus in Sudafrica, lo abbia portato a Hong Kong e poi lo abbia passato al paziente B.

Gli scienziati hanno esaminato i filmati delle telecamere a circuito chiuso e raccolto altre prove nell’hotel. Da qui si è capito che nessun paziente ha lasciato le propria stanza durante il soggiorno e nessun oggetto è passato tra le stanze. Le uniche volte in cui la porta di entrambe le stanze veniva aperta, era per raccogliere il cibo che veniva consegnato più o meno alla stessa ora ogni giorno.

«La trasmissione aerea attraverso il corridoio è la modalità di trasmissione più probabile. Il rilevamento della trasmissione della variante di Omicron tra 2 persone completamente vaccinate attraverso il corridoio di un hotel in quarantena, ha evidenziato preoccupazioni. Ulteriori indagini su questa nuova variante sono necessarie con urgenza. Maggiori precauzioni o misure aggiuntive potrebbero essere giustificate in attesa di ulteriori dati».

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