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Carrie Anne Moss: “Matrix 3 come noi negli ultimi 20 anni. Discriminazione? Le donne europee l’affrontano meglio”

Carrie Anne Moss: “Matrix 3 come noi negli ultimi 20 anni. Discriminazione? Le donne europee l’affrontano meglio”. Carrie Anne Moss su Matrix terzo episodio e non solo, l’attrice canadese, 54 anni, parla a tutto tondo della sua vita privata e professionale in una intervista a ‘Io Donna’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Che sorpresa! Nel terzo episodio lei era morta.
“Giusto! (ride di gusto) Neanche io immaginavo che Trinity sarebbe tornata. Quando Lana (la regista Lana Wachowski, ndr) mi ha chiamato, mi sono scervellata, ho immaginato almeno tre modi diversi in cui avrebbe potuto “resuscitarla”, e nessuno era quello giusto. È una narratrice così incredibile e sorprendente, nelle sue sceneggiature ci sono molteplici livelli di lettura”.

Quindi, come “risorge”?
“Provate a indovinarlo, come me! Mi limito ad anticipare che il film (nei nostri cinema dal primo gennaio, ndr) rappresenta un capitolo completamente nuovo, riflette la crescita che ognuno di noi ha avuto nell’ultimo ventennio. Ma con il vecchio privilegio di lavorare con Keanu (Keanu Reeves, il leggendario Neo, ndr): siamo amici, ci prendiamo cura l’uno dell’altro”.

Come riassumerebbe “l’ultimo ventennio” nella sua vita? Non mi risponda: sono andata a letto presto la sera, come in C’era una volta in America…
“È stato un periodo fantastico! Ho un figlio di 18 anni, uno di 16 e una di 12 (Owen, Kaden e Frances Beatrice, avuti dal collega Steven Roy, ndr), ho tirato su una famiglia, ma una volta che i bambini sono cresciuti – ho pure lavorato. Sono stata benedetta, provo una gratitudine infinita per quegli impegni che mi hanno tenuto coi piedi per terra. A forza di preparare colazioni, pranzi e cene, ho persino imparato a cucinare!”.

Carrie Anne Moss: “Matrix 3 come noi negli ultimi 20 anni”

[…] Ma ora ci sarà un altro bagno di popolarità globale. Come tiene a bada il suo Ego?
“Di certo non sono perfetta, chiunque ha un Ego, esiste per una ragione. Però non è il mio motore! L’importante per me era non cercare di replicare quel qualcuno che ero a 30 anni. L’Ego si preoccupa: come sembro? Cosa penseranno di me? Le domande che mi pongo io, invece, sono: come posso essere autentica? Fedele a me stessa? Per questa ragione verso l’invecchiamento provo solo curiosità”.

La discriminazione in base all’età è ancora una realtà a Hollywood?
“Non lo so, a essere sincera: non sono nelle riunioni in cui i produttori decidono chi interpreterà cosa. Io, a 54 anni, sono impegnata: sono sul set della serie norvegese Wisting. E ho appena finito un film indipendente, che mi è piaciuto tantissimo, Chocolate Lizard. Certo, c’è da interrogarsi, se la mia amica Justine Bateman ha addirittura dedicato un libro al tema dell’aging. Che secondo me – non vorrei generalizzare troppo – le donne europee affrontano meglio: la cultura americana non ha la stessa profondità, è ossessionata dall’apparenza quando invece dobbiamo sviluppare flessibilità, accettare di essere in perenne cambiamento”.

Quali sono le parole-chiave per la crescita personale?
“Numero 1: sapere chi sei, connetterti con te stessa e non dare il potere ad altri. Un percorso lento ma indispensabile. Molte non sanno nemmeno come suona la loro “voce interiore”: hanno così tanto rumore nella testa a causa dei condizionamenti culturali e sociali!”.

Carrie Anne Moss: “Matrix? Lo rivivo con lo smartphone”

Cosa l’ha spinta all’impegno per la causa femminile?
“La definirei, a dire il vero, la “causa umana”. Sono un po’ innamorata dell’eroismo di chi affronta le sfide del quotidiano e supera gli ostacoli. Lo facciamo tutti ogni giorno, eppure la maggior parte di noi non lo apprezza, non se ne accorge perché le nostre menti sono iperattive, bombardate di stimoli. Da quando sono mamma ho iniziato a scovare la bellezza nelle cose più semplici. Ho sperimentato la vera gioia a casa mia, con le persone che amo, mai a una serata di gala o a una première”.

[…] Non se la sarà cavata con così poco per le acrobazie di Matrix Resurrections: in una scena salta giù da un edificio di 43 piani per mano a Reeves.
“Eh no, quel salto ha richiesto un (complicato) mese di preparazione! Però, dal punto di vista fisico, ho aggiunto soltanto allenamento cardio, aerobico, alla mia routine. Rifuggo da quel che genera stress: il mio rito prediletto è un bagno nella vasca con ogni tipo di sale marino e un pizzico di bicarbonato. È come una medicina per me, sembra una vacanza. Sono alla costante ricerca di quel che può ricaricarmi quotidianamente”.

[…] C’è un momento-Matrix nei suoi giorni?
“Oh, probabilmente con lo smartphone, che mi trascina in un’altra realtà. Sto con i miei senza essere davvero presente: ho un sorriso sul viso perché scrivo messaggi agli amici. Se ne accorgeva persino mia figlia da piccola: Metti giù il telefono! Sii dove sei! (ride)”.

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