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Drusilla Foer: “Sanremo? Ho accetto soprattutto per un motivo. Mi piacerebbe essere presentata così”

Drusilla Foer: “Sanremo? Ho accetto soprattutto per un motivo. Mi piacerebbe essere presentata così”. Drusilla Foer su Sanremo, l’alter ego dell’attore fiorentino Gianluca Gori racconta come è nata l’avventura Sanremo e come ha reagito quando è arrivata la chiamata di Amadeus, in una intervista a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Drusilla, quale di queste definizioni preferisce?
«Mi piacerebbe essere presentata come un’artista che usa tutte le frecce che ha al suo arco per narrare, per portare lievità ed emozioni, pensieri e riflessioni. Ed essere definita “un bel tipo”».

Come l’ha invitata Amadeus?
«Con grande semplicità e naturalezza. Mi ha detto: “Che ne dici, ti piacerebbe?”».

E il suo primo pensiero?
«Ho risposto subito di sì, ovviamente. Alla mia età bisogna cogliere al volo occasioni come queste. Ogni lasciata è persa e perdere questa sarebbe sciocco. Poi mi tranquillizzano la gentilezza di Amadeus e la sua disponibilità al gioco».

Drusilla Foer: “Sanremo? Ho accetto soprattutto per un motivo”

C’è una canzone del Festival che ha nel cuore e che le piacerebbe cantare sul palco?
«Non ho dubbi: “Chiamami ancora amore” di Roberto Vecchioni. E anche una canzone non molto nota che Carlo Fava ha interpretato con Noa a Sanremo nel 2006: “Un discorso in generale”. Non la conoscevo, poi Riccardo, un giovane truccatore, me la canticchiò un giorno mentre mi dava il fondotinta… me ne innamorai. Della canzone e un po’ anche di lui».

Ha un portafortuna?
«Una scatolina piena di cose appartenute a persone care, saranno con me anche all’Ariston a proteggermi».

[…] Lo sa che le serate festivaliere di Amadeus vanno avanti fino a tarda notte?
«Non mi ci faccia pensare, per una come me che adora stare in ciabatte, struccata e va a letto alle 22.30… Detto questo, per una sera si può fare e comunque ci sono persone che fanno lavori più faticosi e li fanno ogni giorno, non mi posso proprio lamentare».

Un suo ricordo della storia del Festival?
«Un ricordo delizioso è legato a “Vacanze romane” dei Matia Bazar. Ero a cena fuori con un corteggiatore carino e si seguiva il Festival nella tv del ristorante. Quando partì la canzone mi afferrò e mi fece ballare in mezzo ai tavoli…».

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